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OPERA IN CONCORSO  Sezione Grafica

Enzo Umbaca | ”... che l’erba cresce”
vedi ad alta risoluzione

”... che l’erba cresce”
foto-collage, carta fotografica
80x100

Enzo Umbaca

nato/a a Caulonia RC

residenza di lavoro/studio: Milano (ITALIA)

iscritto/a dal 23 apr 2015

Descrizione Opera / Biografia


€“… che l’erba cresce”
Sud alla riscossa
Monumenti di re a cavallo
Risorgimento e unità d’Italia
O’ Cavallina storna
Zorro
Garibaldi
I Cavalli di de Chirico
TOTIP se non giochi non vinci
La modernità contrapposta all’arcaicità ha sempre diviso e contraddistinto il paese, ed ha spesso agitato il dibattito politico sin dai tempi del Risorgimento, durante il periodo dell’unità d’Italia.
Ci sono dei momenti storici in cui il cavallo può rappresentare il sentimento di riscatto di un intero popolo. Com’è successo con il cavallo Vandalo, subito dopo l’Unita d’Italia, il mitico trottatore che, dopo essere stato scartato da re Vittorio Emanuele II perché indomabile e inservibile, fece sognare e appassionare gli italiani e in tanti, grazie alle numerosissime vittorie europee, sentirono l’orgoglio di appartenenza.
Il cavallo riveste molteplici immagini spesso contrastanti: è sicuramente l’animale che dal punto di vista simbolico si è maggiormente radicato nelle tradizioni e nella memoria di ogni popolo della terra. Simbolo di potenza, bellezza, energia, vittoria…
il cavallo diventa, nel futurismo, il collegamento tra il campo letterario e quello artistico, esaltazione della fiducia nel progresso e della fine delle vecchie ideologie.
Questa mia visione trasfigura il vecchio stivale italico, immagine logora di una realtà usurata, in una metafora zoomorfa: Mezza Italia rimasta al tempo del cavallo, che di per sé potrebbe essere la figura di una Italia del sud rimasta ancorata alle superstizioni e credenze popolari di un mondo “animalesco” raccontato da Carlo Levi, ma che nello stesso tempo è auspicio di una forte “ri-scossa”, di un’energia che arriva e che deve partire dal basso.
Vorrei che questa mia immagine non fosse un’opera utopica o “metafisica” per ricordare de Chirico, ma il desiderio di vedere l’energia attiva del popolo. Forse è un’immagine futurista e non futuristica?


Enzo Umbaca è nato in Calabria e vive a Milano. La sua ricerca si sviluppa attraverso una varietà di supporti, tra cui installazione, video, fotografia e performance per concentrarsi in particolare sul tema dell’identità, sulla storia dei luoghi, rendendo partecipe le comunità.
Tra le sue mostre individuali si segnalano:
2015 Quasi 1.000 –Archivio, Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, Farmacia Wurmkos MI
2010 Educazione Europea, con Margherita Morgantin, Artecontemporanea Bruxelles Gallery, Belgium
2009 Boat Wrecker/Demolitore di Barche, Galleria Franco Soffiantino, TO. 2007
Low Voltage Landscape, a+mbookstore, Milan, IT; 2006 Flash Kick, Galleria Francosoffiantino, TO. 2004 Intervista Campanella, Galleria Sogospatty, Roma.
2002 Iuol never uolc alon, Artopia, Milano. Prospect, Placentia Arte, Piacenza. 1999 Appunti sui vetri, Il Graffio, Bologna. 1994 Incroci di voci, Viafarini Milano.
Misure drastiche, Care Of Cusano Milanino, MI.
Tra le sue mostre collettive: 2014 Nomadismo Nobile Museo MAGA di Gallarate, Vision of Labour Kunsthalle, San Paolo Brasil. Mitica Museo Archeologico di Locri. 2012 Roaming, Copy-Left Alkatraz Gallery, Ljubljana. 2011 Il bel Paese dell’Arte, Etiche ed Estetiche della Nazione GAMeC, Bergamo. 2010 Dwelling-in-Travel, Center for Contemporary Art Plovdiv, BG. 2009 WE DO IT, Kunstraum Lakeside, Klagerfurt A. Festa Grande! Naba – MiArt Milano. T.A.M.A. Side Effect, MAC – Musèe d’Art Contemporain de Lyon, Lyon FR. 2008 VideoREPORT ITALIA, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Monfalcone 2007 La parola nell’arte, Museo Mart, Rovereto. Silenzio, una mostra da ascoltare, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo TO. Capricci Casino Luxembourg, Luxembourg. Confini-Boundaries, MAN Museo d’Arte di Nuoro. The People’s Choice, Isola dell’Arte MI. No code National Gallery, Bratislava Slovakia.
Utopie Quotidiane, PAC, Pad. D’Arte Contemporanea
Ha anche partecipato a: Emergency Biennale, Cecenia Itinerante. Sweet Taboos, Tiranabiennale 3 e Tiranabiennale 2, Albania.
Nel 2009 Lost at sea, Assab One, nell’ambito di Noi Siamo Qui- In Contemporanea Triennale di Milano e nel 2006 Paese che vai rumori che trovi, LAP Eco e Narciso, Forno Canavese TO.
Il suo lavoro è apparso su Cream3, Phaidon Editors.