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OPERA IN CONCORSO  Sezione Pittura

LAURA SONNINO | LA PRIMAVERA DELL’ANIMA
vedi ad alta risoluzione

LA PRIMAVERA DELL’ANIMA
olio, carta da pacchi
103x76

LAURA SONNINO

nato/a a ROMA

residenza di lavoro/studio: ROMA (ITALIA)

iscritto/a dal 17 apr 2015

Altre opere

LAURA SONNINO | L’ALBERO DELLA VITA

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L’ALBERO DELLA VITA
olio, carta da pacchi
100x77

LAURA SONNINO | LIBERTA’

vedi ad alta risoluzione

LIBERTA’
olio, carta
33x24

Descrizione Opera / Biografia


Nasco a Roma il 18 ottobre del 1974 da una famiglia dove la creatività e la sua espressione vivevano nella quotidianità: mia madre insegnante di scuola materna si diletta tecniche decorative varie, mio padre litografo, uno dei primi a realizzare le stampe per “Cinecittà”. Ma la mia vera insegnante fu mia nonna: pittrice, che con i suoi pennelli, i suoi colori incantava le mie giornate. Sin da piccola ho alimentato la mia vena creativa partecipando, all’età di 9 anni, ad un concorso scolastico di pittura per le scuole elementari Capitoline che mi vide vincitrice del primo premio.
Cresco come autodidatta, sfidandomi in varie tecniche pittoriche (olio, tempera, cera, carboncino). Fino ad arrivare come aiuto scenografa in ambito teatrale, dove lavoro anche come attrice.
Se esiste un luogo reale all’origine della mia ricerca pittorica, questi è l’orto botanico di Palermo. La sua bellezza sfacciata per il contrasto con la decadenza della città, continua ad accendere tutt’ora la mia fantasia, come fu per molti altri artisti, letterati. Wagner ne trovò l’ispirazione per il preludio del Parsifal. Goethe ebbe l’intuizione della “Forma originaria”, osservando le foglie, gli steli, i petali, i semi, i colori, i mille frammenti sensibili arrivati in Sicilia da ogni angolo del mondo.
Quelle schegge di natura rimandavano tutte a una sola forma primordiale, l’archetipo della piante, la forma originaria. Immergersi tra cedri, palme, ficus, aceri, gigantesche magnolie equivale ad abbracciare non solo l’infinità della natura, ma anche il rapporto che questa, inevitabilmente, intrattiene con l’arte, la cultura, il pensiero.
La mia prima passeggiata fu nel viale delle Palme e coincise con l’allestimento della mostra “Ispirandosi all’orto botanico”, curata da Paolo Portoghesi e Salvo Lo Nardo. Era il 1996 e le opere esposte raccontavano la genesi del giardino e il suo rapporto con l’arte, anche grazie alla musica: fiati, violini, canti popolari, ritmi brasiliani, melodie classiche lungo i viali. Fu una impressione violentissima. Per anni, dipingendo, ritornavo a quell’orto e tutti i colori, le forme e i suoni si mescolavano fino a creare un’unica grande esplosione di colore. Quale forma darle? E’ lei a guardare me o sono io a guardare lei?
Il passo successivo, quello che mi ha spinto a dipingere quadri come quelli che presento ora, è arrivato dalla lettura di Rudolf Steiner (1861 – 1925) chiamato, poco più che ventenne, a curare l’edizione degli scritti scientifici di Goethe. Fu influenzato dalla sua idea di forma-madre, ma cercò di realizzare un’apertura al mondo spirituale, al sovrasensibile.
« L’antroposofia è una via della conoscenza che condurrebbe lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo. Sorge nell’uomo come una necessità del cuore, della vita del sentimento, e può essere pienamente giustificata se soddisfa questo bisogno interiore », scrisse Steiner.
Pur consapevole di come l’antroposofia sia una pseudoscienza, ho deciso di applicare le sue teorie nella mia ricerca artistica. In fondo il mio è un percorso messo in moto dalla stessa visione che ha generato le intuizioni di Goethe e di conseguenza le riflessioni di Steiner.
Nelle tele che vi propongo si genera e si nasconde l’idea dell’essere umano come entità naturale e, soprattutto, soprannaturale. Nel primo caso l’uomo non è che un figlio della natura, nel secondo caso, attraverso il pensiero, l’uomo stesso allarga le possibilità della natura. In questa prospettiva l’occhio diventa il simbolo dell’unione tra uomo e natura, il superamento della distinzione tra soggetto e oggetto – tra chi osserva e chi viene osservato – impressa al pensiero occidentale fin da Cartesio. Ecco che la domanda posta all’inizio, dopo la mia sosta palermitana, si destituisce di significato: è lei a guardare me o sono io a guardare lei? Entrambe le cose, nello stesso momento, senza alcuna distinzione.
Invito lo spettatore nel vedere l’opera “La Primavera Dell’Anima” (olio su carta da pacchi) a partire dagli occhi per poi immergersi nella natura dipinta, scivolando tra forme e colori che smettono di essere un punto di vista esterno o interno. (Invito lo spettatore a scivolare anche per un solo attimo dentro il dipinto e a vibrare con lui). Volutamente non c’è prospettiva: due sole dimensioni, l’interiorità che si fa mondo esterno, la natura che entra dentro l’osservatore. Naturale e soprannaturale. Senza distinzione. Senza via di fuga.
Laura Sonnino