RHOPOGRAPHIA
pittura di COSE umili
E’ una trama d‘immagine apparentemente immobile, che mostra la tragedia silenziosa
degli oggetti, mentre aspettano di essere usati riusati e pensati per garantirsi
una sicurezza reale di prosperità.
Cose che poi vengono ridotte a massa informe, come simbolo e specchio di estrema
decadenza e consumismo, difatti mostrano contatti silenziosi e destinati al collasso di rete.
Brocche, contenitori, condotti verdi e bottiglie compiono una peregrinazione in
dissimili composizioni laddove la forma scaturisce dal colore, dalla fusione tonale
con il paesaggio circostante, come se le cose potessero nascere da quello che pensiamo,
guardiamo, sentiamo.
RHOPOGRAPHIA è una video proiezione di circa 8 minuti che si divide in 3 ATTI,
ciascuno composto da sequenze differenti, usi diversi della luce, della prospettiva e
del ritmo musicato che prevede una performance dal vivo durante la presentazione.
La scala gerarchica delle tre scene mostrate, prevede una crescita stimolante in cui la
la natura morta offre uno “spazio tattile”, ovvero una realtà che può essere manipolata.
Dalla staticità più cubista si passa alla dynamo futurista, in cui gli oggetti sembrano
discutere tramite la propria ombra.
Questa è una video proiezione che nasce da un lavoro di ricerca sul tema nature morte vivante,
dalla semplicità morandiana e dalla ditattura contemporanea del consumismo compositivo.
Offre 30 scatti fotografici in sequenza con diverse elaborazioni di fotomontaggi utopici.
Il progetto prevede anche una mostra d’arte ospitante un trittico di PIANI compositivi
in cui si immaginano 3 tavoli che ospitano di volta in volta una composizioni di cose.
Piani che vengono accompagnati da relativi MANIFESTI, dove l’impronta di ogni singolo oggetto
viene perimetrata e sagomata in scala, a testimoniare la loro assenza una volta divenute
non idispensabili alle ARTERIE umane. (Vasi Sanguiferi)
arts/storyboard/composition by Paola Tass
music by Paolo Romagnoli
cinematography by Marco Cappella
bio
Paola è un artista nativa Italiana (b.1984) studia arte si laurea in architettura e successivamente si specializza nella ricerca del paesaggio. Durante la permanenza a Kyoto e a Londra sperimenta l’attrazione al simbolismo, ai giardini costruiti e all’armonia del processo progettuale nell’arte per mezzo di studi su tela ed installazioni temporanee.
La sua ricerca sperimenta diverse discipline, biologia architettura e costruzione del paesaggio urbano. “Manifesto di resistenza botanica” ultimo lavoro circa 20 tele in cui stucco e acrilico mirano alla rappresentazione del paesaggio armonico e sognato dall’alto. Partendo dalla polemica contro i giardini oggi di moda e la speculazione formale sempre più generata e presente “online”. Si svolge un viaggio in punta di differenti gradazioni di verde, cambiando prospettiva immaginando planivolumetrici dall’alto astratti e contemporanei che prendono forma per mezzo di inserti materia plasmata su tela essiccati e anatomia floreale.