Descrizione Opera / Biografia
Quest’opera e’ il ritratto della mano della nonna paterna recentemente scomparsa e proposta in scala maggiorata con misure tali da sembrare un monumento. Il titolo ci guida nel cuore dell’opera che nasce come una riflessione sull’Italia, una dedica alla condizione odierna di un paese stanco e in decadenza. L’opera è anche una riflessione sulla condizione della donna lavoratrice, rappresentata da una mano che segnata dall’esperienza, l’amore e la fatica, rappresenta nella posizione di riposo, il momento della pausa e del raccoglimento poco prima di un futuro finito. Uno sguardo volto al passato di una condizione lavorativa femminile che ci tocca e ci riguarda da vicino come Figli, unica condizione, quest’ultima, condivisa dall’intero genere umano. La scultura della mano trattiene un rosario sempre in scala. L’opera, omaggio ad un’Italia odierna e decadente, ne rappresenta un altro aspetto, ossia quello di una forte ingerenza cristiana dovuta ad una vicinanza geografica dello stato della chiesa. Aldilà di una lettura positiva o meno della religione, si dispiega qui come tratto distintivo delle generazioni italiane passate. Questo ci riporta ad un fare, ad un’abitudine, una dedizione che richiede tempo. Nel rosario vi è inoltre un inserto in merletto, realizzato ad hoc, da una delle poche mastre merlettaie buranelle. Ed ecco qui, un tono di speranza, regalato dalle maestranze che in Venezia e nel mondo si sono, negli ultimi secoli, sapute distinguere per l’eccellenza di manifatture laboriose e autoctone. Questo omaggio al merletto di Burano vuole essere una metafora, positiva e di speranza, dell’artigianato di qualità, tratto anch’esso fortunatamente, distintivo dell’Italia.