Artwork description / Biography
Questa serie di fotografie nasce dall’idea di cercare la parte emozionale del paesaggio eliminando quegli elementi figurativi che se da un lato lo caratterizzano dall’altro lo riconducono a degli stereotipi.
Nasce, perciò, la ricerca di una fotografia che guardi alla vera anima del paesaggio, che viene così reinterpretato dall’atto creativo del fotografo che imprigiona in un insieme di bit il metafisico del mondo che ci circonda.
Nella fotografia classica il fotografo imprigiona spazio-luce-tempo in un’immagine a 2 dimensioni spaziali, congelando il tempo.
Io cerco, invece, di far sì che il tempo lasci la sua scia, tralasciando il dettaglio spaziale e ricercando ciò che della luce ci ammaglia: i colori.
Dicevo dell’atto creativo:
il dripping di Pollock viene sostituito dal movimento della macchina fotografica nello spazio e dal dipingere col tempo.
La fotografia, che se ne ottiene, è il risultato solo di quello che vede il sensore della reflex nel tempo, lasciando all’elaborazione digitale, e alla memoria emozionale del fotografo, il cromatismo dell’immagine.
La foto che presento si riferisce ad un dolce tramonto di maggio dove l’elemento figurativo sparisce e rimane solo qualche elemento spaziale di tipo informale.
Restano, però, i colori delle emozioni e delle sensazioni: colori temporali che impressionano la pellicola virtuale nel tempo.
Sono la chiave per decriptare la realtà traducendola in sensazioni temporali: sensazioni che divengono nel tempo.