Premio Combat Prize

syntagma - Premio Combat Prize

ARTWORK IN CONTEST | Section Photography

 | sporta alla ventana

sporta alla ventana
stampa digitale fine art su carta cotone photo rag william turner da 310 gsm, pannello ligneo
100x66, 1:1

syntagma

born in Roma
work/study place: Sliema, MALTA


in contest since Apr 18, 2017


Under 35

http://www.videodilatte.com / www.federicafalancia.it


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 | Orizzonte

Orizzonte

300x200

 | rendering grid croci

rendering grid croci


Artwork description / Biography


 

“Sporta alla ventana” è un’opera che poggia su una riflessione ispirata da una varieta’ di approcci: cultura visiva, antropologia e filosofia politica. Questo progetto di ricerca vuole sottolineare il potenziale sociopolitico dell’immagine fotografica. Vogliamo andare oltre l’estetica formale o la documentazione del mondo, ed esplorare i meccanismi di produzione di identita’ sociale ed individuale generati da oggetti estetici, e nel nostro caso estatici.

 

L’antropologo Levi-Strauss spiega che l’affiliazione a gruppi e comunita’ e’ deducibile da oggetti simbolo, come per esempio i totem. L’oggetto simbolo organizza l’appartenenza individuale, affettiva e religiosa di un gruppo: decifrare questi oggetti contribuisce ad indicare come una societa’ funziona ed e’. Il conformismo gioca un ruolo chiave: ogni uomo sente (anche) nel modo in cui gli e’ prescritto di sentire. Comportamenti e tradizioni sono regole esterne prima che interne. Una persona agisce come qualcuno ha agito prima di lui, e se interrogata non sa bene spiegare la causa della sua adesione.

 

 L’oggetto simbolo e’ composto di vari referenti iconografici, come sostiene W.T.J. Mitchell: possiamo ritrovarlo in bandiere, fisionomie politiche, elementi pubblicitari. In breve, gli oggetti visivi influenzano vite, pensieri, comportamenti.

 

Attraversando l’isola di Malta veniamo a contatto con una presenza iconografica cosi’ pervasiva da sembrare quasi una presenza umana: l’idolo-totem della popolazione maltese e’ ancora oggi incarnato dal simbolo della croce. L’elemento della croce si rivela, materializza e moltiplica di notte, grazie all’illuminazione artificiale, che ipostatizza lo sviluppo urbano dell’isola: una visione estatica che dona la sensazione di una maggiore presenza di croci che di abitanti.

 

Le usanze maltesi legate alla croce nel folclore rurale e nella religione meritano ulteriore attenzione, al di la’ delle consuete riflessioni sociali, accademiche e artistiche sul potere politico della Chiesa Cattolica locale. Siamo dunque partiti da questa visione estatica di un elemento dall’estetica potente e al tempo simbolica, e ne abbiamo colto l’altra facciata della medaglia: il suo potere omologante e normativo, il suo fungere da cartello stradale e da insegna, da porta di ingresso e da bussola, da riferimento e da faro.

 

Abbiamo scelto l’immagine di una croce affacciata alla periferia di una localita’ maltese, presentata su di un balconcino gettante secondo lo stile tipico della tradizione cattolica locale: fiori rossi ed illuminazione che ne ripercorre la forma. La presenza della croce deifica e rende altare una finestra di uso comune.

 

La nostra foto e’ stampata a grandezza reale in fine art su carta cotone Photo Rag William Turner da 310 gsm, la cui texture opaca sottolinea la profondita’ pittorica dei chiaroscuri, e ci permette di mettere in evidenza la matericita’ della presenza fisica della croce lignea. Lo scatto vuole dare rilievo alla percezione estetica che contraddice ed e’ parte integrante della percezione dell’elemento simbolico della croce.

 

 

La nostra ricerca vuole ulteriormente sfaccettare questa polarita’ tramite altri due elementi: la griglia e l’orizzonte. Rosalinde Krauss si e’ dedicata ad una riflessione approfondita dell’uso della griglia nella rappresentazione contemporanea delle arti visive. La griglia puo’ evocare da un lato la spiritualita’ tramite l’astrazione figurativa della geometria; dall’altro si presenta come una struttura chiusa non evolutiva, che manifesta l’assenza di gerarchia tra gli elementi rappresentati al suo interno che rischiano di essere sommersi, reificati, devitalizzati. Stessa sorte per lo spettatore. Da qui presentiamo l’installazione ‘ideale’, strutturando all’interno di una griglia un campione di 96 fotografie di differenti croci illuminate artificialmente che spuntano nel paesaggio notturno urbano maltese.

 

L’orizzonte e’ il secondo elemento installativo, che completa la narrativa del progetto. Una seconda unica immagine, apposta alla parete speculare a quella dell’accumulo di croci, usando la stessa misura e lo stesso supporto. La fotografia propone un’altra presenza costante con la quale la popolazione maltese si confronta quotidianamente, l’orizzonte.  Linea di confine tra mare e cielo, apertura immaginifica e al tempo stesso confine perimetrico che racchiude l’area della nazione.

 

L’orizzonte e’ per noi l’evocazione poetica della presenza individuale come messa in gioco quotidiana. Questo elemento infinito e’ presente ogni giorno sotto gli occhi degli abitanti di Malta, ed evoca il carattere spirituale di un incessante lavoro creativo. La presenza non e’ conquistata una volta per tutte ma e’ precaria e soggetta alla reversibilita’. Questo lavoro creativo e’ il risultato di uno sforzo umano che si dispiega nella storia, e’ un possesso temporaneo che in qualsiasi momento puo’ venire a mancare, sopraffatto dai meccanismi di esercizio dei poteri omologanti che mettono a tacere questa espressione vitale che “non e’ un lusso ma una necessita’ ” (J.L. Nancy).

 

“l’invisible est l'incalculable, le sans prix de ce que rien ne peut payer et qui n'est donc pas un "luxe" mais une belle nécessité. On le nommait "sacré" lorsqu'il y avait d'autres mondes derrière ce monde. Il n'y a plus désormais que le monde, et ce n'est pas un malheur, c'est une chance. Nous pouvons exiger ici et maintenant que le sans prix advienne, infiniment. Nous le devons. Ce n'est pas une politique qui peut répondre à cette exigence. C'est autre chose, un art, une pensée, un sentiment, une sensation. Mais une politique ne peut pas s'exempter d'en indiquer la direction et la conscience. Une politique doit montrer avec le visible – ce qui n'est ni clinquant ni gris – et plus loin que lui (plus loin qu'elle-même) qu'elle sait qu'il y a de l'invisible. Ici, non pas ailleurs. Commun et non réservé. Sans prix et non monnayable.“

Jean Luc Nancy