Descrizione Opera / Biografia
Nel corso di un secolo, la riviera adriatica è stata trasformata dal fenomeno turistico di massa, che ha indotto una profonda trasformazione sia nel paesaggio che nella vita degli abitanti queste zone. Creando un dialogo tra una selezione di immagini che provengono da questo stesso luogo, ma che appartengono ad epoche diverse, l’identità dei membri della mia famiglia si mescola con degli oggetti ambigui: fontane spente, scheletri di ombrelloni, piante incappucciate in teli di plastica, insegne spezzate, passerelle impercorribili, boe che galleggiano sulla sabbia, ecc.
Questa “giuntura alienante” tra soggetti apparentemente disparati è una metafora che rappresenta il processo di questo fenomeno e l’impossibilità di fuggire dagli effetti sia fisici che psicologici che ci coinvolgono. Il risultato è una narrativa minimalista permeata da un senso di attesa infinita, che si manifesta tramite una serie di “montages” fotografici: questo termine, diverso da “collage”, suggerisce l’esistenza di una dimensione aggiuntiva, quella del tempo, che può essere piegata, trasformata e condensata.
Alessandra Brown (1992, vive e lavora tra Bologna e Rimini) è laureata in Storia all’Università di Bologna, ha conseguito successivamente un Master in Storia e Filosofia dell’Arte all’University of Kent a Canterbury e la Laurea magistrale in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca, prettamente e trasversalmente fotografica, si focalizza sull’indagine della memoria degli effetti del tempo sulle cose. Di matrice semiotica, nei suoi lavori si concentra sul passaggio del significato al significante, come in un ciclo vitale, l’oggetto viene isolato, ricontestualizzato e inserito in un nuovo e plurimo orizzonte di sensi.
Tra le mostre a cui ha partecipato si ricorda la mostra dei vincitori del premio “Malamegi lab. 11” (Venezia, ImagoArs, 2019), la mostra dei vincitori del premio “Arcipelago” (Bazzano, Rocca dei Bentivoglio, 2019), la mostra personale “Waiting for Venus” (Officina15, Castiglione dei Pepoli, 2019), la mostra dei finalisti del Premio Nazionale delle Arti (Oratorio dei Bianchi, Palermo, ottobre 2018), “Ai piani intimi” a cura di Luca Caccioni e Irene Fenrata (Spazio Lavì, Bologna 2018), “Scenic City” a cura di Carmen Lorenzetti (Pinacoteca Nazionale, Bologna, 2017).
A inizio 2018 ha aperto SottoSuolo, uno spazio espositivo indipendente dedicato a mostre ed eventi culturali d’arte contemporanea.