Premio Combat Prize

ALESSANDRA ROVELLI - Premio Combat Prize

ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | YELLOW LINE

YELLOW LINE
mista, tela
130x180

ALESSANDRA ROVELLI

born in RIVOLTA D’ADDA
work/study place: RIVOLTA D’ADDA, ITALIA


in contest since Apr 12, 2019

http://www.alessandrarovelli.it


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 | LA LUCE SI FA STRADA

LA LUCE SI FA STRADA
mista, tela su scatola di cartone
33x43,5x12

 | IL PROTAGONISTA

IL PROTAGONISTA
mista, tela su scatola di cartone
22x23x9

 | DARK MOODS

DARK MOODS
mista, su tela su scatola di cartone
10x18,5x7,5

Artwork description / Biography


DESCRIZIONE OPERA:
La costante nella mia pittura è la rappresentazione del paesaggio al quale attribuisco un significato simbolico ( la strada diventa il percorso della vita, i pali elettrici possono raccontare del rapporto tra persone, i lampioni di esperienze ecc. ).
L’opera ”YELLOW LINE” esprime gli stati d’animo comuni all’inizio di una nuova relazione. Il velo di foschia mattutina, che rende i contorni indefiniti, si identifica con la sensazione di instabilità e di incertezza date dal non conoscersi. Il colore giallo della linea che segnala i ”lavori in corso” è metafora di un’esperienza ancora tutta da costruire.
BIOGRAFIA:
Alessandra Rovelli nasce a Rivolta d’Adda (CR) nel 1976. Dopo il diploma di Tecnico Ceramista ottenuto a Lodi sotto la guida del Maestro Mirco Denicolò, si diploma all’ Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1999. Vive e lavora a Rivolta d’Adda.
www.alessandrarovelli.it
”Giovane eppure già padrona di un linguaggio pittorico riconoscibile e maturo, Alessandra Rovelli lavora sul paesaggio. Nebbiosi, lirici, sostanziati in strisce di materia spesso in bilico tra figurazione e astrazione, i suoi paesaggi sono la rielaborazione personale di tutta una tradizione pittorica che ha radici profonde nella nostra storia dell’arte; tradizione su cui l’artista però ha scelto di innestare una radice di concettualismo, sussurrato ma fondamentale per leggere il senso dell’opera. Se nella materia ruvida, scabra e nelle declinazioni cromatiche i suoi lavori rimandano a maestri come Anselm Kiefer o come il nostro Ennio Morlotti, la scelta del supporto tridimensionale – la life box – ci costringe a ripensarne profondamente il senso. Rovelli infatti dal 2016 lavora quasi esclusivamente su scatole di cartone sulle quali incolla la tela dipinta. Una decisione che non ha solo a che fare con l’impatto visivo dell’oggetto, con la sua “presenza scenica” nello spazio, ma che ne fa risuonare il senso. La scatola infatti per l’artista è scrigno di segreti, cassaforte sigillata per conservare i sogni ma anche le paure, i ricordi, le prove di forza che la vita ci ha inflitto. Il dentro di quel fuori così spesso rassicurante – sinfonia di bianchi per raccontare la campagna innevata o di azzurri o di rosa cangianti – una volta percepito ci seduce e non ci lascia scampo: la mente ora è costretta a proseguire per quelle strade che lo sguardo non vede, ma che lei sa presenti come quelle dipinte, ad addentrarsi in quei boschi densi di ombre, a perdersi nel fondo di quei tramonti onirici, fantasticati, ma non per questo meno veri.”
ALESSANDRA REDAELLI