Premio Combat Prize

Angela D’Urso - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Betulla, il massacro

Betulla, il massacro
acrilico vinilico e vernice argento, compensato di betulla
103x54

Angela D’Urso

nato/a a Grottaglie
residenza di lavoro/studio: San Vito Dei Normanni, ITALIA


iscritto/a dal 05 apr 2019


Under 35


visualizzazioni: 623

SHARE THIS

Altre opere

 | Betulla 1

Betulla 1
acrilico vinilico, compensato di betulla
100x100

 | Co-Woman

Co-Woman
acrilico, legno di faggio
70x40x48x31

 | Light in the Dark ”A”

Light in the Dark ”A”
acrilico vinilico, compensato stratificato
165x170

Descrizione Opera / Biografia


Betulla, il massacro.
Donna come guerriera della sua vita, armeggia una lancia con il potere del sesso che porta addosso e con la stessa delicatezza che la caratterizza. Il suo volto tace è assente ma la verità che non mostra è la stessa verità che presenta. Nuda nella sua intimità più preziosa, il colore ne rimarca il dolore e una violenza. In punta di piedi solca la sua vita, al di sopra del mare, dell’acqua o di un liquido. La Donna racchiude lo stesso significato simbolico del supporto lasciato vivo nella sua natura. La Betulla è una pianta altamente adattabile, in grado di sostenersi anche nelle peggiori situazioni così come la donna fa con la sua vita. Ci chiede di andare là dove nessuno si spinge, ci chiede di mettere radici per divenire padroni della nostra vita, per ritrovare noi stessi e per rinnovarci brillantemente.
Biografia Angela D’Urso
Angela D’Urso è nata a Grottaglie (TA) nel 1985, vive e lavora a San Vito dei Normanni (BR). Ha conseguito studi artistici in sezioni grafiche e ha concluso con la formazione Accademica in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l’Accademia delle Belle Arti di Lecce. Si specializza in Pittura e si affaccia per la prima volta alla Pedagogia e didattica dell’Arte nel 2010 durante la discussione della tesi e i primi laboratori realizzati presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce. Ha vissuto per circa nove anni a Lecce, impartendo laboratori d’arte ed esponendo il suo lavoro artistico nel Salento.
Le tematiche affrontate nel lavoro creativo di Angela D’Urso ruotano intorno alla dicotomia natura/condizione umana, intesa come presenza visibile nel mondo; le modalità di lavoro, invece, spaziano fra tecniche volte alla produzione oggettuale semi-architettonica e forme artistiche orientate alla generazione di esperienze concettuali da vivere fisicamente ed emotivamente.
A partire dal suo amore per la fotografia e la pittura, avvia uno studio volto all’analisi di alcuni possibili rapporti tra le due tecniche. Studio che la porterà ben presto a indagare sia alcuni aspetti poetici della fotografia e sia a definire quella che sarà la sua opera pittorica. La ricerca sul linguaggio pittorico, sui colori, diventa una ricerca cardine del suo lavoro, che si orienterà verso una rappresentazione in antitesi con la “realtà fotografica”. Il colore assume il ruolo di elemento fondativo del mondo artistico che la D’urso produce, un mondo Altro rispetto alla quotidianeità, che si nutre della (e al contempo la materializza, attraverso figure e oggetti architettonici) “sostanza di cui sono fatti i sogni”.
La bottega di falegnameria del Padre diventa il laboratorio dove sperimentare lo studio che la D’urso ha avviato. Fra tavole di legno, segatura e odore plastico di colla vinilica, Angela comincia a creare e realizzare plastici sbilenchi che le permettono di raffinare ed esplorare la propria visione artistica del mondo. Il legno: materiale affettivo che la lega alla figura paterna è anche un materiale caldo, affascinante di cui non riesce più a farne a meno. Progetta mobili realizzati dal padre e interamente dipinti da lei. Oggetti, “Cose” che fanno emergere le profondità e l’oniricità della vita nella quale sono immerse: opere che per la loro doppia natura conservano e custodiscono, al contempo, il valore artistico di un’opera (l’emozione e il concetto) e l’utilità dell’oggetto (fruizione). Tra i più importanti progetti in legno su cui lavora (ancora oggi in continuo rinnovamento) ci sono le PITTO-SCULTURE: strutture tridimensionali, dinamiche, che generano immagini variabili (sia cromaticamente che figurativamente) a secondo del loro movimento. Un lavoro che pone l’osservatore ad interagire obbligatoriamente, fisicamente con l’opera, per farla muovere, e attivarne le sue perspicuità. Un lavoro che vuole esplorare l’idea di Spazio, tempo e presenza dell’osservatore un modo originale.
Parallelamente allo studio artistico e pittorico personale, in qualità di educatrice artistica è impegnata in un progetto che si occupa di educazione all’arte: nel 2012 fonda l’Ass. Culturale “G.L.A. Growing, Living, Art” attraverso la quale realizza laboratori d’arte per bambini e ragazzi. Oggi in qualità di direttrice artistica la vede impegnata in un progetto che si chiama “La Chimera - Una scuola di Arte Contemporanea per Bambini e Bambine” presso il Laboratorio Urbano Ex Fadda a San Vito dei Normanni (Br).
Attraverso l’attività associativa promuove metodi alternativi di formazione, lontani da modelli standardizzati che sviluppano capacità intersoggettive della personalità; processi sperimentali orientati al “fare”, allo sviluppo personale tramite le discipline dell’arte visiva e performativa contemporanee.