Artwork description / Biography
Finis Terrae è parte di un progetto ben più ampio dal titolo Punti di Vista.
Assumere più punti di vista non vuol dire percepire il mondo da porzioni di spazio alternative, ma soprattutto affinare lo sguardo e tutti i sensi, oltre che la capacità stessa, culturale, etica, politica, di comprendere che tutto ci riguarda.
Non c’è nessun punto cieco nel mondo. Per questo, abitare più punti di vista significa dar vita a un processo narrativo che tenga conto di quelle che si potrebbero definire, assumendo come dobbiamo uno sguardo sempre terzo, le “parti in commedia”.
I dittici, i trittici e i polittici fotografici di Punti di Vista segnano altrettanti “punti di vita” di un soggetto che, per essere tale, non può mai occupare un unico punto.
Il polittico di FinisTerrae non è altro che la rappresentazione di una geografia reale ma omessa.
I paesi confinanti con il Kurdistan, ben cinque, non tengono conto di questo luogo, men che meno lo strapotere detenuto da coloro che disegnano mappe geografiche.
Ricostruendo da nord a sud, est-ovest la realtà dei luoghi, invito il lettore a prender attentamente in esame la mappa geografica di ogni singolo paese, per prendere coscienza che nessuna di queste considera la nazione curda. A tal proposito, reputando i confini un’invezione dell’uomo poco riuscita, infierisco sull’argomento intervenendo col bisturi, tagliando e staccando tali confini dal resto per esaltare, provocatoriamente, ciò che è stato fatto da mano umana. Ne vien fuori un bel caos:
l’Armenia presenta dei “buchi” che appartengono all’Azebaijan mentre questo contiene delle chiazze appartenenti al territorio armeno;
l’Iraq sembra essere stata disegnata da un geometra; la Siria, a sud-ovest, confina con Israele attraverso le Alture del Golan, per legge siriane ma, dopo la guerra dei sei giorni (1967), sotto il controllo militare israeliano mai riconosciuto dalle Nazioni Unite: tanto che qui non ho tagliato ma raschiato e lacerato la carta. ( tuttavia l’USA intende ceder il totale controllo nelle mani di Israele)
Al Kurdistan, che invece prevede quanto lo circonda, ho sbiadito i confini che non ha.
Monica Biancardi, Napoli 1972, si laurea in scenografia con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Inizia a lavorare per importanti registi (svolgendo parallelamente l’attività di docente) realizzando al tempo stesso personali ricerche.
La prima Credere, vent’anni di sguardi bianco/nero al sud Italia, viene in parte acquistata assieme ad altri diversi lavori, dalla Bibliothèque Nationale de France, e nel 2014 invitata nel programma ufficiale del Mois de la Photo di Parigi.
Prima mostra pubblica è Ritratti , inaugurata a Napoli nel 2003 per poi proseguire in giro per l’Europa vincendo vari premi, tanto che Achille Bonito Oliva la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula, durante la rassegna “Le Opere e i giorni”.
Nel 2018, in occasione della mostra Ritratti presso il Museo di Roma in Trastevere, esce il volume manodopera per la casa editrice Contrasto.
“Dolore”, parte del progetto artistico Aldilà, è acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli e installato nella fermata Lala.
Nel 2006 espone a Castel Sant’Elmo di Napoli Mutamenti, dedica al padre (cat. Electa).
Sensibile al tema dell’integrazione culturale, per l’Al Quds University di Gerusalemme, Monica espone il lavoro svolto per anni in Palestina (cat. Al Quds University) e poi in forma multimediale al MAV di Ercolano Tra le immagini.
Nel 2009 realizza su invito della Soprintendenza di Napoli una grande mostra dal titolo Orientamenti al Museo di Capodimonte di Napoli (cat. Shin Art).
Nell’ottobre 2012 il MART la invita ad esporre il progetto Habitus.
Nel 2015 vince il Premio DolomitiArteContemporanee.
Nel 2017 pubblica per la casa editrice Damiani RiMembra, progetto durato più di sette anni a cui collabora il poeta Gabriele Frasca. Il lavoro viene esposto al Museo Nitsch di Napoli, all’I.I.C. a Parigi durante Paris-Photo, al Museo di Santa Maria della Scala a Siena ed è scelto per rappresentare La Biennale de la Photographie Italienne al festival de Aubagne nel 2018.
A marzo 2019 inaugura il progetto Punti di Vista presso Shazar Gallery di Napoli. Uno dei polittici viene acquisito dal MADRE di Napoli.
Le sue opere sono presenti in molte collezioni private di arte contemporanea.