Noemi Mirata nasce a Catania nel 1995 e consegue il diploma in Pittura nel 2017. Dall’Ottobre del 2017 frequenta l’Accademia di Brera. Dal 2014 porta avanti un progetto che cerca di indagare la commistione uomo-natura. La natura è vista come origine e primordiale, attraverso di essa l’uomo può ritrovare se stesso e torna a quegli istinti primitivi. Dal 2018 il suo lavoro ha avuto un’evoluzione in senso performativo, concentrandosi su come il nostro corpo entra in contatto con la natura, con i suoi frutti e le sue simbologie. L’aspetto spirituale tende a prendere sempre più parte all’interno del lavoro e viene trattato in maniera più approfondita poichè muta il suo punto di vista sull’individuo, non solo essere finito e limitato, ma anche individuo portatore di un grande mistero. Il progetto fotografico Costrizione-Tensione nasce da una concezione tipicamente junghiana. Jung, infatti, parla di propensione e tensione spirituale dell’essere umano. L’individuo, per lo psicanalista, tende ad elevarsi dal mondo terreno ergendosi verso un mondo spirituale.L’uomo è sempre visto come essere finito e limitato a causa della sua stessa condizione, ma viene anche concepito come un essere in potenza , portatore di carica spirituale e in continua tensione. Attraverso questo lavoro fotografico, la natura viene osservata dall’esterno, e quindi dal punto di vista dell’individuo. Il fruitore si ritrova ad essere parte integrante dell’opera, nello specifico la sua visione risiede in uno dei tre stadi che si vengono a creare: punto di vista esterno, limite (costrizione) e natura (tensione). Con ciò si sottolinea il dualismo tra mondo terreno e mondo spirituale, un dualismo di Costrizione-Tensione che tende però ad una vera e propria fusione.