OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | lea

lea
matite colorate, ecoline, candeggina, carta cotone
100 x 198cm

Laura Forghieri

nato/a a Pavullo (MO)
residenza di lavoro/studio: Faenza, ITALIA


iscritto/a dal 05 mag 2020


Under 35

http://www.lauraforghieri.com


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Descrizione Opera / Biografia


Il progetto Lea fa parte del ciclo di opere Melancholia, iniziato nel 2015 e attualmente ancora motivo di approfondimento dell’artista. Il tema del corpo, e della nudità in particolare – così come la intende il filosofo Federico Ferrari - , è ancora al centro della riflessione artistica come nei precedenti lavori, con la differenza che il corpo, ora, non è più dinamico - proteso in possibili ascensioni al cielo o in caduta spasmodica verso terra -, ma viene congelato in posture più statiche, spesso inquadrate orizzontalmente, come in riposo, piuttosto che in abbandono.E’, infatti, un certo spazio ciò che si vuole descrivere in tutte queste opere, che vedono corpi stagliarsi su fondi neutri di un bianco squillante: apparentemente collocati in nonluoghi, in realtà si tratta dello “spazio dell’Io”, lo spazio vissuto, lo spaz-IO, di per sé esaustivo e di cui non sento l’esigenza di tracciarne dettagli, suggerendo possibili sfondi.
Ogni opera vuole essere una narrazione di come un corpo abita – o disabita – il mondo, il mondo degli altri, e il proprio corpo, che è il luogo per eccellenza, la casa, citando Melanie Klein.
Il ciclo Melancholia ha preso avvio due anni fa, da una serie di incontri fatti all’interno di cliniche psichiatriche. Il titolo dell’opera fa riferimento alla Lea biblica, sposa di Giacobbe e, in questo caso, il corpo si fa spazio dell’abbandono.Ma lo spazio – esistenziale - tracciato da Lea, potrebbe anche collocarsi sull’isola di Nasso, incarnando così una Arianna abbandonata da Teseo su un’isola sperduta nell’Egeo. Un corpo abbandonato sugli scogli di chi sa di aver perso tutto e che aspetta inutilmente il palesarsi di una vela all’orizzonte. Anche Arianna, con Teseo, ha gettato la possibilità di una vita onorevole. Teseo non si volterà mai più indietro. Anche Arianna è spinta da Eros oltre le coste cretesi: un potere che piega e che costringe.
Interessante notare l’ambiguità del mare, una pianura liquida ricca di insidie: per Teseo spazio di infinite possibilità, che lo rendono l’eroe ateniese figlio di Posidone; per Arianna il mare è chiusura statica del destino, che invece di aprirsi diviene trappola da cui non uscire più.
Eppure è lo stesso mare, lo stesso spazio che abitano Teseo e Arianna, come Giacobbe e Lea. Lo spazio bianco del fondo su cui si staglia la figura della donna.
Così, con l’altro-da-me, io condivido lo stesso mondo: onde amiche per diventare eroi e re, oppure onde nemiche di fronte al quale un po’ lasciarsi morire.