Descrizione Opera / Biografia
DESCRIZIONE OPERA
Limitare la libertà di movimento degli esseri umani è una delle più grandi disuguaglianze contemporanee.
Nel mondo ogni due secondi una persona è costretta ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti o persecuzioni. Dopo il naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui morirono 368 migranti, nel Mediterraneo si sono intensificate le operazioni per identificare i corpi di chi ha perso la vita mentre tentava di raggiungere l’Europa. Medici legali, antropologi e polizia scientifica hanno iniziato a classificare oggetti, effetti personali, documenti rinvenuti tra i cadaveri dei migranti. Oggi questi oggetti raccontano storie che i loro possessori non possono più raccontare. Il lungo e difficile processo di riconoscimento di un corpo è fondamentale per l’elaborazione del lutto da parte delle famiglie, per dare dignità a quegli esseri umani che altrimenti rischiano di essere soltanto numeri nelle statistiche del nostro dibattito pubblico.
Tra gli oggetti ricorrenti che vengono rinvenuti sui cadaveri – magari in una tasca, in uno zaino o addirittura cuciti sugli abiti – ci sono dei piccoli sacchetti di plastica che contengono terra o sabbia dei paesi di provenienza. Perché nel momento in cui si abbandona il proprio paese, la propria casa, i propri affetti nella speranza di avere un futuro migliore, senza sapere se mai si potrà tornare indietro, quello di portare con sé qualche grammo di terra è un gesto estremamente potente di attaccamento e di memoria alle proprie radici.
Negli ultimi cinque anni, sulla sola rotta che dal Nord Africa porta in Italia, si stima siano morte almeno 15.000 persone.
L’OPERA
Ogni sacchetto è accompagnato dalle coordinate geografiche della terra contenuta al suo interno. Tutti i sacchetti sono uguali, le coordinate sono solo lettere e numeri. Questa estrema uniformità intende sottolineare come non esista alcuna differenza tra un luogo e un altro, tra un essere umano e un altro nel momento in cui si compie una migrazione e si abbandona la propria terra. Senza sapere se e quando si potrà fare ritorno.
LE COORDINATE
1. 21°27’04.9’’N 22°38’03.6’’E - Deserto del sud della Libia
2. 18°22’24.1”N 68°50’34.6”W – Baia Hibe, Repubblica Dominicana
3. 35°33’10.0’’N 1°11’47.6’’W – Plage de Sbeaat, Algeria
4. 40°53’11.2’’S 173°02’49.5’’E – Tonga Bay Beach, Nuova zelanda
5. 39°49’56.0’’N 9°40’53.2’’E – Spiaggia di Barì, Bari Sardo, Sardegna, Italia
6. 36°13’43.7’’N 29°26’57.0’’E – Kaputas Pamphilia, Turchia
7. 33°26’13.9’’N 8°54’48.9’’E – Sabbia del Sahara, Zaafrene, Tunisia
8. 53°26’23.0’’N 10°04’17.2’’W – Mannin Bay, Connemara, Irlanda
9. 35°13’55.0’’N 23°40’42.5’’E – Pahia Ammos, Paleohora, Creta, Grecia
10. 44°17’40.3’’N 9°22’12.6’’E – Spiaggia di Cavi, Cavi di Lavagna, Liguria, Italia
11. 43°46’37.8”N 11°13’41.1”E – Riva dell’Arno, Firenze, Italia
12.14°02’17.0’’N16°43’32.6’’W – Mboss, Senegal
13. 16°02’33.4’’N 108°15’07.5’’E – Spiaggia di Danang, Vietnam del Nord
14. 42°57’40.5’’N 9°27’06.8’’E – Spiaggia di Macinaggio, Corsica
15. 20°05’01.7”N 57°49’31.4”E - Governatorato di al-Wusta, Oman
16. 20°54’51.2’’N 27°37’28.6’’E – Deserto Nubiano, Wadi Halfa, Sudan
17. 52°35’54.1’’N 13°13’27.9’’E – Baumberge, Heiligensee,Berlino, Germania
18. 26°33’28.4’’N 70°44’00.3’’E – Deserto del Thar, Janra, Rajasthan, India
19. 51°16’34.2’’N 3°01’28.9’’E – De Haan, Belgio
20. 31° 04’39.5’’N 3°59’12.4’’W – Dune di Merzouga, Erfud, Marocco
21. 35°30’47.2”N 12°33’27.1”E – Spiaggia dei Conigli, Lampedusa, Italia
BIOGRAFIA
Sara Zunino (1987) è cresciuta in Liguria, a Cavi di Lavagna (GE). Dal 2001 al 2006 ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Chiavari, poi si è trasferita a Carrara dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti fino al 2012. Nel 2014 si trasferisce a Firenze.
Nel 2014 lavora presso il Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze.
Dal 2016 ha iniziato la sua esperienza nel mondo dell’insegnamento insegnando discipline plastiche e scultoree, laboratorio artistico e storia dell’arte.
Dopo aver acquisito la certificazione Ditals di I livello per l’insegnamento di Italiano L2 per studenti stranieri ha insegnato in progetti di alfabetizzazione per migranti rivolti principalmente a minori stranieri non accompagnati (MSNA). Da gennaio 2019 lavora presso il Centro di Alfabetizzazione Giufà del Comune di Firenze e insegna Italiano L2 a bambini stranieri dai 6 agli 11 anni nelle scuole primarie del comune di Firenze
In questi anni ha sempre portato avanti un suo ercorso artistico personale dedicandosi alla scoperta - o riscoperta - delle forme naturali (microrganismi, insetti e particolari del mondo biologico). Negli anni il suo interesse si è spostato verso la materia, la sua natura e la sua capacità di trasformarsi, e il rapporto tra fisicità e spazio e tra materia e vuoto. Ultimamente sta indagando i temi del territorio e del rapporto che gli esseri umani hanno con esso.