Artwork description / Biography
*Descrizione
Il dipinto Tinder fa parte della serie “Distorsioni Digitali”. Tale ricerca prende avvio nel 2021 e si concentra sul tema dell’universo digitale, in particolare la confusione che esso può provocare.
Il caos digitale viene vissuto come uno stimolo e diviene uno strumento per descrivere un’esperienza personale e per interrogare l’osservatore sul ruolo che la società affida agli strumenti tecnologici.
Inoltre, il caos è evocato dall’utilizzo del glitch, errore delle televisioni a tubo catodico e degli strumenti elettronici, riprodotto in chiave rivisitata. Infatti, l’elemento alla base del glitch rimane il corpo, in particolare la scomposizione di esso. Una metafora del tentativo di scardinare i mezzi mediatici dal ruolo dominante che possiedono, ricordando l’essenzialità del corpo nel suo stato più elementare e antitetico della massificazione digitale.
L’attenzione si sofferma sull’esperienza del sesso occasionale sperimentata attraverso le app di incontri tipiche di un mondo ormai digitalizzato. La sessualità nella contemporaneità viene interpretata tramite scomposizioni di parti anatomiche come ad evocare la perdita di umanità.
Il corpo è lo strumento comunicativo utilizzato per narrare il mondo interiore, in una composizione dinamica, accompagnato da elementi simbolici quali: una poltrona distorta, simbolo di ozio e riposo; un lenzuolo, simbolo di nuda intimità.
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*Biografia
Pasquale Armenante nasce a Cava De’Tirreni (SA) nel 1995. Frequenta il Liceo Artistico A. Sabatini a Salerno. Nel 2014 è presente alla Biennale di Salerno con alcuni ragazzi scelti dalla scuola. Dopo gli anni liceali decide d’iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Napoli (2015). Nel frattempo partecipa a varie mostre collettive e premi internazionali ricevendo riconoscimenti, come nel Premio Arte Salerno del 2016. Tra il 2016 e il 2018 espone in diversi luoghi: Salerno, Napoli, Roma, Frosinone, Firenze, Bergamo. Il 9 Dicembre 2016 inaugura la sua prima personale a Salerno. Nel 2017 espone nella galleria SEAC Gallery di Veroli (FR). Abbandona i corsi di Pittura all’Accademia di Napoli, per dedicarsi totalmente al lavoro da video director che ha iniziato al secondo anno dell’Accademia. È lo stesso anno nel quale inizia la ricerca In The Room che inizialmente prevede la rappresentazione di alcuni malesseri, in uno spazio immaginario opprimente.
Alcune sue opere fanno da copertina a libri tra cui Verso di me di Silvana Salsano e Campania’s Wine on the net di Francesco Nacchia per Cambridge.
In occasione della mostra collettiva ArtKeys, tenutasi nel Castello Angioino Aragonese di Agropoli nel 2019, espone il dipinto Rome (In The Room). Nello stesso anno riprende i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, luogo di grande stimolo per la sua crescita artistica, dove conseguirà la laurea nel 2022 con una tesi intitolata Il glitch: l’estetica dell’errore.
Con l’arrivo del Covid il mondo si ferma ed egli inizia a lavorare sul mescolare ricordi propri e altrui; uno dei lavori sarà presentato nella mostra Punti di avvistamento a cura di Massimo Bignardi, direttore del FRAC (Museo D’Arte Contemporanea). Nel dicembre 2020 è omaggiato di una borsa di studio da parte di CO Art Building. Tra il 2019 e il 2021 espone in numerose iniziative curate dall’associazione MacAss, organizzartrice di un festival delle arti che ha lo scopo di promuovere le migliori promesse giovanili del territorio campano.
A settembre del 2021 inaugura la sua personale a Cava De’ Tirreni, luogo in cui è cresciuto.
A partire da ottobre continua i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, iscrivendosi al corso di Arti multimediali e tecnologiche indirizzo Nuovi Linguaggi Espressivi.
Come nome d’arte sceglie “16116”, un numero, che vuole evidenziare la caratteristica socio-culturale che vede prevalere il possedere sull’essere.