Descrizione Opera / Biografia
Il progetto di questa tela nasce dal bisogno di comunicazione del mio micro-mondo che provo a rifletterlo nel macro. L’io-spettatore si trova davanti a una tela incompleta ove la parola ”parlami” va a sfumare sempre di più. La sfumatura è voluta dal fatto che sarà lo spettatore a riempirlo con quella frase che non hai mai detto, mai materializzata, mai scandita, mai messa in luce. Magari al suo amore finito male, a suo padre, a sua madre, un amico, un fratello, dire quella frase che non è mai riuscito a pronunciare per incompletezza nel presente, per barriere della vita, per mancanza di interconnessione nell’ iper-connessione dell’oggi. L’opera è una terapia-mezzo-elogio per liberarsi da un peso come non si è mai fatto prima (se non ora, quando?). Trovare il coraggio di affrontare le paure, svuotandosi e riempiendosi di giusto, di vita, di presente, di materia, di dettagli, di costrutto. L’opera è parte della mia produzione di grafico e di artista. È parte di un percorso iniziato da anni. Presentarla al Premio Combat è come una dichiarazione d’intenti; una volontà forte di far interagire lo spettatore e farlo diventare opera esso stesso, in un mondo presente che sembra essersi totalmente dimenticato della meraviglia del genere umano.
Il corollario a tutto questo è semplice: ”La maggior parte delle cose, si risolvono parlando.”