Descrizione Opera / Biografia
Cloud #2 descrive un luogo virtuale, una dimensione in cui interferenze, rumori di fondo e chiacchiericci della rete si sovrappongono e si confondono; ma esprime anche il dialogo tra il mondo esterno e la sfera individuale, intima, privata, introspettiva.
Alla forma geometrica pura del quadrato fa da contrappunto un contenuto etereo ed esuberante; entro i confini posti dalle linee rette e curve si dilata una composizione che vuole esondare da quegli argini, come un respiro profondo: è la potenza della natura che si ribella alle costrizioni imposte dall’uomo, ma su cui nuovamente l’azione umana lascia la propria impronta attraverso l’uso della tecnologia.
Il lavoro pittorico di Elena Ascari parte, infatti, dalla ricerca di immagini fotografiche estrapolate dal web ed elaborate digitalmente, e si sviluppa in una stesura fluida e vibrante che dà origine a panorami inediti.
Si compongono così, davanti ai nostri occhi, visioni disturbate da interferenze e glitch che vengono tradotte dal virtuale al reale tramite il medium analogico della pittura.
Ci troviamo di fronte a luoghi della mente, paesaggi emotivi, la cui comunicazione con lo spettatore è disturbata da segnali imprevisti che si propagano in superficie frammentandone la percezione. In una continua inversione di piani, l’intrusione di questi elementi crea una discontinuità non solo nel dialogo con l’esterno, ma anche nel soliloquio della coscienza, come se un continuo rumore in sottofondo distraesse la concentrazione e la lettura dell’immagine.
Ecco quindi connettersi al brusio dei segnali digitali, il desiderio di aria e di libertà che emerge dirompente dalle geometrie che percorrono le opere.
BIO Elena Ascari
Nella sua ricerca, principalmente condotta nell’ambito della pittura, dei mezzi telematici e dell’installazione, l’urgenza espressiva di Elena Ascari combina il rigore concettuale e l’attenzione allo studio dei materiali allo scopo di interrogare lo spettatore riguardo a temi come la costruzione della realtà, la visione e la trasmissione di informazioni, filtri cognitivo-percettivi.
Elena Ascari (Modena, 1981), laureata con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2006, la sua carriera artistica inizia nel 2005 con la mostra Gemine Muse presso la Galleria Estense di Modena.
Nella stessa città, nel 2008, presenta la mostra Soul-Searching, “Area Progetto”, presso la Galleria Civica, e la bipersonale Ouverture-Atto Secondo, presso la galleria SanSalvatore.
Nel 2009 espone all’Harlem Studio Fellowship di New York, dopo una residenza artistica di 3 mesi, in occasione della doppia personale “Cells”.
Tra il 2013 e il 2014 le sue opere entrano a far parte del progetto Nuova Pittura Italiana presso la Galleria Cannaviello di Milano e vengono esposte successivamente a Roma, Torino, Cremona, Lisbona e Belgrado.
Nel 2013 partecipa alla residenza artistica Multipoint Art Symposium, in Slovakia ed espone a Bratislava e a Nitra.
Tra il 2015 e 2018 la sua opera “Penthagram” entra a far parte della collezione Imago Mundi- Luciano Benetton Collection, Map of the New Art e viene esibita nella mostra itinerante omonima a Venezia, Torino, Vienna e Trieste.
Elena Ascari è stata selezionata in numerosi premi come l’Artifact Prize, a cura di Metronom nel 2018, il Premio Celeste nel 2010 e 2012, il Combat Prize, Premio Italian Factory, Premio Mario Razzano e la XIV Biennale Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo tra il 2010 e 2011.
Nel 2019 ha partecipato alla collettiva Hackney WickED Group Show, a Londra e, nel 2020, ha esposto la serie di tele realizzate durante l’anno di pandemia nella mostra personale “NOIse”, presso l’Hangar Rosso Tiepido a Modena.
Nel 2021 sono state esposte due installazioni urbane per la mostra “Mother Earth” nel borgo antico del Comune di Castelvetro di Modena.