Descrizione Opera / Biografia
Opera facente parte della nuova serie ”In Gloom”
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In Gloom è una nuova serie di opere astratte ispirate dall’oscurità, dalla cupezza, dalle tenebre.
Il nero come tono principale, poi sfumature di marrone, di rosso scuro, di toni che richiamano la ruggine, l’ossido.
Un senso di oscurità, ma anche la percezione di qualcosa di consumato, di antico, di eroso, di liso, di trasformato dall’inesorabile azione del tempo.
A rafforzare questa percezione il fatto che tutte le opere presentino vecchie cornici, dorate o argentate, alcune comprate ai mercatini e successivamente modificate, altre tagliate e assemblate dall’artista partendo da vecchie aste recuperate.
In Gloom è una metafora del presente, è una visione critica e pessimistica del tempo attuale, dove la ”bellezza” è offuscata dalle tenebre, da una coltre di nebbie superficiali che occorre dissipare; si rende quindi necessario grattare via la superficie, dare un colpo di spugna e lavare via, proprio come fa fisicamente l’artista in queste tavole, per riscoprire quello che c’è sotto.
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Marco Galeotti a.k.a Gale (Ravenna 1978) vive e lavora a Punta Marina Terme (RA).
Attivo da più di vent’anni nella musica underground, desideroso di esprimersi con una nuova forma d’arte, comincia il suo percorso nelle arti visive nel 2017, senza nessuna formazione artistica.
L’elemento caratterizzante delle sue opere è il legno, usato sia come base della propria pittura, che come protagonista delle proprie sculture ed installazioni; principalmente il legno è di recupero, scarti di lavorazioni, imballi, legno spiaggiato.
Affascinato dall’arte informale e dall’espressionismo astratto, ama comunicare attraverso forme e colori; Gale non è alla ricerca della perfezione o del controllo assoluto.
Al contrario, ama le crepe e le fratture, ama l’irregolarità e l’indefinizione.
Le sue sorprendenti composizioni esprimono spesso contrasti e irrequietezza, traducendo qualcosa che è allo stesso tempo aspro e forte.
La materia è al centro del suo linguaggio artistico, sia essa l’irregolarità del legno, inerti come sabbia, terra o sassi, stucco, gesso o grossi strati di colore, la tridimensionalità, lievemente accennata o più accentuata è sempre presente sulle sue tavole; nella sua ridotta produzione scultorea invece troviamo materiali poveri come ferro arrugginito e legno di recupero in contrasto con l’elemento che più rappresenta la ricchezza, l’oro.
Quasi ossessionato da pochi colori ricorrenti ed assolutamente reticente ad altri, la sua produzione è sì eterogenea, ma legata da un senso di continuità emotiva e da un immaginario coerente.