OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Negotiation with Mr. Zackrydz, 2020, #2

Negotiation with Mr. Zackrydz, 2020, #2
inkjet on paper,
200 x 200 cm

Marco Groppi

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2022


Under 35


visualizzazioni: 681

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Postcards: Weight and Distance, #885-1195, #323-931, 2017
postcard, marker,
40 x 32 cm (framed)

Descrizione Opera / Biografia


Nel 2020 BBC news pubblica una singolare notizia: in Malesia un ragazzo che aveva perso il proprio cellulare nella giungla, scopre, dopo averlo ritrovato, che una scimmia aveva interagito con il dispositivo e scattato inconsapevolmente alcune fotografie. Le immagini diventano immediatamente virali. (https://www.bbc.com/news/world-asia-pacific-54157459)
Il lavoro di Marco Groppi (Milano, 1988) parte dall’identificazione e dalla ricerca attraverso i social networks del proprietario del cellulare con cui avvia una lunga trattativa per poter acquistare le fotografie, con il dichiarato scopo di volerne fare un progetto artistico.
Le opere presentate da Groppi (Negotiation with Mr. Zackrydz, 2020) fanno parte di un più ampio progetto di mostra, in cui anche il processo di acquisizione delle immagini (lo scambio e la compravendita attraverso l’app di messaggistica di Messenger) riveste un ruolo centrale.
E’ una lavoro che riflette sul senso di “consumo”, tema che spesso l’artista ha sviluppato e declinato nella sua ricerca, con un particolare riferimento al “consumo delle immagini” di cui ora ci nutriamo. Nell’odierna babele di media, ci troviamo ad assistere, come constata Fulvio Carmagnola, al passaggio dall’epoca del simbolico a quella dell’immaginario. Un passaggio da un’epoca in cui un significato, un valore è rappresentato attraverso un simbolo all’interno di un ordine riconosciuto da una comunità, a un’epoca, immaginaria, appunto, fatta di immagini fluttuanti nelle maglie delle reti mediali, che non rinviano ad altro, che stanno per sé e instaurano un vero e proprio dominio del significante. *
Ma è anche un lavoro che riflette sulla fotografia, o sull’arte in senso lato: Groppi si sveste della macchina, non scatta le sue immagini, ma si appropria delle immagini di un altro (addirittura di un animale, in questo caso), per rimaneggiarle, interpretarle, ri-proporle, darne un nuovo status. Chi è il fotografo? Chi è l’artista? Qual è il confine fra arte, interpretazione e realtà?
*F. Carmagnola, Il Consumo delle Immagini, ed. Mondadori, 2006