OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Dalla serie ”contemporaneità - presenza dell’assenza”: ”Vol.1 non lineare, letteratura della contemporaneità”.

Dalla serie ”contemporaneità - presenza dell’assenza”: ”Vol.1 non lineare, letteratura della contemporaneità”.
mista, scultura, bibbia, colla, acrilico, caolino
20x11x4.6

Mene_

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Cortiglione (AT), ITALIA


iscritto/a dal 28 apr 2022

http://www.me-ne.it


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500x50x45

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“Contemporaneità – presenza dell’assenza – ”- Non lineare
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30x30x30

 | Dalla serie ”contemporaneità - presenza dell’assenza”: ”Contemporaneità”.

Dalla serie ”contemporaneità - presenza dell’assenza”: ”Contemporaneità”.
mista, installazione, cartone di riciclo
50x50x15 cm

Descrizione Opera / Biografia


È un lavoro che si svolge nel campo che possiamo definire della “Contemporaneità – Presenza dell’assenza”.
La contemporaneità come concetto e unica concreta soluzione sostitutiva della linearità spazio temporale del linguaggio, ormai impossibilitato alla sua funzione comunicativa in quanto non più idoneo alla comprensione e al racconto atto a “tramandare” tutti quegli eventi che esulano, appunto, dallo spazio/tempo. Nella contemporaneità il linguaggio non può essere lineare, deve necessariamente essere puntiforme, armonico o disarmonico, dilatato all’infinito o ridotto al limite minimo del percepibile; una lettera sovrapposta all’altra, il caos che si fa principio generativo e mortifero in se stesso. Ciò che ne deriva è una nuova modalità espressiva che indaga e produce altri campi di percezione, emotività, di espressività e di linguaggio. Ciò che consideriamo comprensibile nell’ambito della linearità è in realtà non comprensibile per via della impossibilità a raggiungere le corde profonde che vibrano e fanno vibrare il nostro “stare” a quei livelli che si ergono al di fuori dello spazio/tempo e dei codici. Se solo pensiamo alla parola amore e a quante particolari interpretazioni è soggetta al variare dell’osservatore/recettore, del suo stato, della disponibilità emotiva Etc… ci possiamo rendere conto che ciò che fino ad ora abbiamo utilizzato per comunicare, di fatto è un sistema monco ed incapace per sua stessa struttura di assolvere al ruolo che gli abbiamo affidato. Le parole sono deboli alleanze che creano, voglio credere inconsapevolmente, muri invalicabili. Abbandoniamo il linguaggio. Tutto è UNO. Solo l’orrenda miseria del linguaggio definisce la differenza. La questione non è trovare una soluzione al problema. ”Annientare” il linguaggio servirebbe per provare a comprendersi. Con tutto ciò che esiste al di fuori delle regole, considerare un dogma come riferimento per procedere è folle. Di fronte alla contemporaneità si entra in contatto con un qualcosa di autentico di non divisivo di includente privo di codice di lettura…. Il linguaggio è sempre divisivo, perché esclude ed è dualistico, ma non solo, perché lascia aperte interpretazioni diverse dello stesso codice che entrano in contraddizione e in guerra tra loro, la contemporaneità non costituisce un codice non ha un codice, la contemporaneità è il trovarsi di fronte all’esistenza a ciò che ”È” senza codici che lo definiscano Hic et nunc cioè qui e adesso. Più semplicemente su un altro livello si coglie che nella contemporaneità l’istante è un unico momento completo dell’esperienza in quell’opera a differenza del testo che si sviluppa in un certo spazio e con un certo tempo legato alle soggettive ”velocità di lettura”.
A tutto ciò dobbiamo aggiungere quella che definisco ”presenza dell’assenza” ossia quella particolare condizione in cui ogni cosa esiste come consapevolezza informale, memoria e non più banale presenza sensoriale.
L’opera è il. vol.1 di una enciclopedia della contemporaneità in vari volumi.
Una bibbia a cui sono state incollate tutte le pagine e la copertina. il nuovo titolo, è stato realizzato scrivendo ”Non lineare” una lettera sopra l’altra.
Gli altri volumi (che non presento qui) sono i vari testi sacri come il corano, la torah, il Daodejing, i Veda, il Sishu, Etc.