Descrizione Opera / Biografia
descrizione opera:
Sembra essere uno di quei giorni segnati dal vuoto, nei quali, tuttavia, alcuni piccoli pensieri riescono ad alleggerire tutto il peso per un breve periodo. Sono ricordi piacevolmente caldi di tempi passati, quando ci si sentiva più leggeri. E lentamente, molto lentamente, creano dipendenza. All’inizio sono solo un paio che passano pian pianino. Uno dopo l’altro. Poi diventano sempre di più, e si trasformano in un vortice di emozioni. Come una droga, un effetto piacevole e intorpidente. Finché non diventa chiaro che in mezzo a questo momento addolcito, si è in realtà già in un enorme formicaio di pensieri.
ricerca artistica:
Io dipingo perché con la pittura colmo il vuoto spaziale e temporale
che si annida nell’oblio della memoria. Ecco perché lo faccio. Nell’atto
di dipingere, inconsciamente (o non sarà proprio un’intenzione?)
cerco di rievocare certe sensazioni provate in passato, o di rivivere
ricordi a me particolarmente cari. Quindi la pittura ha un carattere
molto nostalgico per me. Non che resti impassibile di fronte al
continuo divenire della mia esperienza. Non è una nostalgia
malinconica, la mia, piuttosto è il mio modo di riconnettere le fila della
storia: rievoco il passato nel presente, rivivo nel presente le storie e le
emozioni del passato. Per questo mi baso spesso su delle fotografie.
La fotografia è uno strumento di registrazione formidabile. Fissa il
momento e permette una rievocazione dello stesso a distanza di
tempo. La fotografia è un po’ il mio ponte, o forse la porta d’accesso al
passato. Uso fotografie semplici, quella della mia infanzia, che i miei
genitori hanno raccolto nel corso del tempo e custodiscono con
affetto. Ri-dipingere quel momento è un modo di accedere a quella
situazione mescolando l’emozione che ancora si annida nella
memoria, di rievocare uno stato e di mescolarlo al flusso del presente:
all’emozione mentale dell’immagine fotografica si mescola quella della
pittura, dell’atto creativo vero e proprio. Il tempo si riconnette su una
tela che accorcia le distanze di spazio e tempo, in qualche modo
torno a incarnare la mia me di vent’anni fa.
In questo senso, credo, le mie opere racchiudono anche un po’ di
angoscia. Penso di esprimere una mia componente di paura della
perdita. Di che cosa? Del mio sé genuino, di quella bambina che
continuo a ri-chiamare nel presente, pur facendola passare per il
linguaggio della me adulta, per la sua pittura. In questo senso la mia
pittura vuole forse condurre a questo: ciascuno è stato un sé-bambino
e, in quanto sé-adulto, è importante riconoscere quella componente,
non sottovalutarla mai. D’altronde, quella piccola me è quella che – da
principio – si è sempre, con curiosità e ostinazione, inoltrata in quel
percorso di esplorazione che è la creazione – costruivo cose,
dipingevo, disegnavo… - se dunque oggi dipingo, è, in qualche
misura, anche per rispondere a una mia esigenza di coerenza interna:
dare voce a quella bambina sognatrice, che perdeva la concezione
del tempo, assorbita da quel mondo di immagini.
Dipingo per tenere forte, per ricordare, per evocare la vera me stessa.
Dipingo al di là delle cesure, spaziali e temporali. Dipingo per sognare,
per tornare quella bambina che ero, e che, se talvolta torna, lo fa
mediandosi attraverso un presente che, in ogni caso, non è più il suo.
Nata a Bolzano nel 1997.
Dopo aver frequentato il liceo artistico tedesco, intraprende gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove nel 2020 consegue il Diploma Accademico di primo livello in Arti Visive, indirizzo Pittura, con un punteggio di 110. Attualmente vive a Bolzano, e lavora in un laboratorio artistico messo a disposizione dall’associazione culturale lasecondaluna.