OPERA IN CONCORSO | Sezione Grafica

 | TRITTICO DELLA SCOMPARSA

TRITTICO DELLA SCOMPARSA
cianotipia, stampa digitale, carta per acquerello, acetato
3 x a3

Tteus Chiba

nato/a a Torino
residenza di lavoro/studio: Torino, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2022


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Descrizione Opera / Biografia


Mettendo in scena in tre atti gli ultimi istanti narrati nel mito di Narciso, il trittico mira a far sorgere, attraverso un gioco di specchi tra il reale e la sua riproduzione e tra l’opera e l’osservatore, una riflessione sulla presa di consapevolezza del sostanziale vuoto che permea l’autorappresentazione del sé onnipresente nella quotidianità odierna. La tecnica della cianotipia, una delle più antiche forme di stampa fotografica, caratterizzata da uno sviluppo in acqua – procedimento che diviene nel contesto dell’opera un rimando alla natura acquatica del personaggio di Narciso, figlio della divinità fluviale Cefiso –, utilizzata dall’autore in contrapposizione e al contempo in simbiosi con la stampa digitale su acetato del negativo impiegato nella sua stessa produzione, diventa, grazie al blu che la contraddistingue, un richiamo al vuoto immateriale e atemporale già perseguito da Yves Klein, al “colore dei sogni” di Joan Mirò, al mistero e alla trascendenza nelle icone bizantine nonché alla narcotica dipendenza causata dall’utilizzo di tale colore come tinta predominante nei social media, sorta di simulacri di un’odierna metafisica. La luminosissima – sovraesposta – immagine riprodotta, raccolta nel mare della rete, di un particolare del Narciso di Benvenuto Cellini “osserva”, nella narrazione del trittico, il foglio di acetato – materiale della matrice grazie alla quale è stata creata – come nel mito il giovane osservava lo stagno e il proprio riflesso, prendendo coscienza di sé come mera immagine e infine smaterializzandosi e trasfigurandovisi. La carta, una volta ondulata, come se attraversata da un afflato vitale, ora è totalmente bianca, piana, senza movimento, mentre l’acetato si increspa come lo specchio d’acqua nel momento della caduta del giovane; ciò che rimane è soltanto un’ombra e l’ennesima nuova matrice, puro potenziale in attesa di reincarnarsi in un ciclo perenne di identificazione e spersonalizzazione narcotico come il profumo dei fiori di narciso.
BIO:
Tteus Chiba, pseudonimo di Alessio Cannarozzo (Torino, 5 Febbraio 1987), è un artista visivo, poeta e autore di musica sperimentale. Attraverso un incessante labor limae cerca, nelle proprie opere, di estrapolare per sintesi la poetica intrinseca al medium prescelto, in una ricerca dell’assoluto posto al di là di coordinate spazio-temporali – e per questo al contempo classico e contemporaneo – che permea gli oggetti.