OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | KAUKOKAIPUU 014, 2022

KAUKOKAIPUU 014, 2022
affresco su tela, tela, sabbia e cemento bianco, colle, acrilici
100 x 100 cm

Claudio Bandini

nato/a a Santa Sofia (FC) Italia
residenza di lavoro/studio: Santa Sofia, ITALIA


iscritto/a dal 06 apr 2023

http://www.claudiobandini.com


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Descrizione Opera / Biografia


Kaukokaipuu è la nostalgia di un posto in cui non si è mai stati. Appartiene alla propria sfera emotiva ed è parte integrante della mia pittura.
Capita di non riuscire ad esprimere certi stati d’animo, di non trovare le parole giuste per farsi capire e soprattutto per riuscire a capire sé stessi. Allora si cercano parole. Parole sconosciute. Parole non ancora incontrate per comprendere chi siamo e chi è l’altro da noi. Kaukokaipuu l’ho trovata così. Cercandola. È una parola finlandese che descrive la strana nostalgia di un luogo dove non siamo mai stati ma che sentiamo dentro di noi. È l’emozione di un altrove. Di un mondo alternativo al tempo presente che ci aiuta a diventare quello che intimamente già siamo.
DICHIARAZIONE
Dipingo per me, per scoprire il mio mondo, quello dell’altrove. Un mondo senza un ordine prestabilito, privo di struttura e perciò stesso imprevedibile. Si può solo immaginare ascoltando la voce delle proprie emozioni.
È questo il modo in cui prendono corpo forme e strutture impensabili che mutano progressivamente in un divenire di arte metamorfica prodotta come puro godimento estetico. Lavoro su supporti simili a quelli dell’affresco impiegando sabbie di fiume, cemento bianco, colle e adesivi coi quali predispongo una superficie granulosa in grado di produrre particolari effetti cromatici a lavoro compiuto.
Prediligo la tecnica dell’affresco a secco sia su tavola che su tela e l’uso di colori acrilici che facilitano improvvisazioni e cambiamenti ritmici imposti da un procedere lento e senza idee preordinate, ma dove l’approdo finale è sempre una scoperta sorprendente e irripetibile. Fare arte è un processo di meditazione, di interazione con la propria coscienza, coi propri sentimenti e desideri, col mistero dell’esistenza.
È un pensare oltre, alla ricerca della verità inconoscibile della vita. Ciò è possibile a patto che si riesca a scavare nel contrastato rapporto tra il mondo della vita vissuta e quello interiore. Tra la realtà quotidiana imposta dalle convenzioni sociali e la verità più profonda del nostro essere.
L’arte, così intesa, non può che essere il prodotto della sua liberazione dal mondo sensibile e da ogni tipo di sovrastruttura culturale elaborata a monte e l’astrattismo, fondandosi esclusivamente sull’autonomia delle forme e dei colori, ne costituisce il linguaggio più idoneo allo scopo.
È un modo di lavorare rischioso in cui devi lasciarti andare, ma nello stesso tempo non devi abbandonare la concentrazione.
È un’avventura che ti mette a dura prova ma alla fine il processo creativo riguarda anche il processo di crescita di te stesso.