Descrizione Opera / Biografia
DESCRIZIONE OPERA:
Nella nostra società, lo scorrere del tempo è percepito con estrema pressione e pesantezza; un tempo non più solo tiranno ma anche giudice, capace di dichiararci o meno colpevoli del più grande reato che si possa commettere oggi: quello dell’improduttività. Senza alcuno sguardo a tempistiche biologiche, psicologiche ed ecologiche di questo mondo, il sistema capitalistico ci ha plasmati a sua immagine e somiglianza rendendoci macchinari da produzione con ansia da prestazione.
”Massimo profitto nel minor tempo possibile” è la regola che impedisce di pensare e percepire il tempo come spazio da abitare. L’uomo occidentale ha così sviluppato la fobia del “tempo morto” e corre freneticamente alla ricerca di attività che lo colmino sino all’orlo, tanto è il timore di incontrare il vuoto e, insieme ad esso, incontrare sé stesso.
Il mio lavoro indaga la relazione - antichissima e sempre nuova - tra esistenza e tempo, tentando di ricondurre il tempo all’esserci, abitandolo completamente in ogni attimo con mente e corpo, nel suo scorrere infinitesimale, sottraendolo dalla logica odierna del contenitore e riducendolo a mero scorrere di secondi, minuti e ore scevro di fini.
COUNTING TIME 1.1 è un piccolo estratto di una serie di indagini che si concentrano sul tempo, documentate da un corpus sempre crescente di tracce fisiche (le installazioni) e audiovisive (video che mostrano la creazione dell’opera stessa) .
Nello specifico l’installazione è un rotolo di carta di lunghezza variabile - la sua estensione totale è di 10 mt - su cui sono annotati in fila i numeri da 1 a 60: sono i secondi contenuti in un minuto, contati seguendo i battiti di un metronomo. Nello specifico, in COUNTING TIME 1.1 sono state contate 12 ore.
L’azione sottolinea l’assurdità di una cieca ostinazione rispetto a ciò che è inafferrabile e che non potremo mai davvero possedere e che, semmai, ci possiede.
La ricerca che metto in atto tenta di svuotare la temporalità dai contenuti che solitamente la abitano: di fatto, se conto il tempo, non produco nulla, non sono utile a niente: semplicemente conto).
Contare il tempo come atto performativo, assume l’aspetto di una meditazione, che risponde in maniera uguale e contraria al contemporaneo
e usuale modo che abbiamo di vivere e percepire questa meravigliosa invenzione che è il Tempo.
In allegato c’è un video esplicativo dell’azione.
BIO:
Crissi Campanale è nata a Bari nel 1998. Dopo la formazione classica si trasferisce ad Urbino per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si laurea nel 2021 con il massimo dei voti. Ha esposto in mostre collettive tra cui: Ex Tabacchificio di Cafasso (SA) per Artkeys Prize, SPACE BIG SANTA MARTA, Milan (MI) per la mostra Liberi dalle Barriere, MAUL! Castello Angioino di Mola di Bari (BA), Castello Aragonese di Taranto e Teknè - center of sociocultural
experience, Palagianello (TA) per la mostra itinerante Manifesti per il Futuro. Ha realizzato inoltre un’istallazione permanente per l’Accademia di belle arti di Urbino.
Attualmente vive e lavora come grafica e operatrice artistica a Bari presso l’associazione artistico-culturale Pigment Workroom.