Descrizione Opera / Biografia
Different (cubes) è un lavoro composto da 16 parallelepipedi con misure diverse tra di loro.
Ciascuna struttura è composta da dei led, uno speaker e un motorino. I cubi sono collegati alla console.
Il lavoro è inteso come uno strumento sonoro.
Al posto della “musica”, c’è una frequenza sonora data dalla vibrazione di otto motorini.
Nei secoli, le tradizioni e le culture hanno tramandato tecniche delle lavorazioni dei materiali. Lo studio iniziale nella costruzione dei “cubi” può essere comparato allo studio del materiale che si utilizza in una fabbrica. La lavorazione del ferro, che un tempo era fatta a mano dal fabbro, oggi si esprime come uno strumento nuovo di suoni e, quindi, come uno strumento di musica concreta.
Alla fine ci chiediamo che cos’è la musica e come viene percepita dalla società. Con che parametri decidiamo cosa è, e cosa non è, uno strumento?
BIO:
Mi sono diplomato con lode all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ho partecipato e vinto Artkeys2 nella sezione scultura-installazione. Ero presente al 17.mo Festival Internazionale Art Stays Contemporary della Città di Ptuj, nella landa slovena con i tipi di The Area fo Bustle. Sono uno di quelli di Default, un progetto culturale che promuove esposizioni ed eventi.
Mi hanno selezionato tra quelli bravi delle Accademie di Belle Arti Italiane per esporre alla XIV edizione del Premio Nazionale delle Arti che si era svolto a Torino. Uscendo vincitore dal Premio Salvi di Sassoferrato, sono anche riconoscente per la menzione della giuria alla prima edizione del Premio dedicato a Paolo Cardazzo (Galleria del Cavallino) per poi essere nel workshop di In-Edita a Venezia, dove vivo e lavoro.
Sono stato assegnatario dello studio, in residenza, alla Fondazione Bevilacqua La Masa partecipando alle attività, agli open studio e esponendo nella mostra finale a Piazza San Marco.
Ho appena presentato la mia prima personale al LAMB nel più ampio progetto di Marina Bastianello Gallery, con cui collaboro.
Statement
Mi rendo conto che mi sto preoccupando degli aspetti legati al mondo e all’immaginario reietto del settore industriale.
Penso di abitare dentro un meccanismo nel quale questo problema si pone.
Utilizzo il tempo del suono del lavoro. Assisto a questa condizione di lettura che viene ancora paradossalmente concessa. Uso i microcontrollori e le strutture di sostegno a favore di un’estetica primaria, rigorosamente e volutamente basilare, aiutandomi spesso con il codice morse, ma non solo per indicare una coerente riflessione.