Descrizione Opera / Biografia
Bodyscape è una rappresentazione esemplata sui caratteri della persona umana, nell’ambito di una concezione antropomorfica con un intento allegorico.
Le radici fortemente legate alla terra raccontate attraverso il corpo di nonna Lena ( nonna dell’autore ) che si trasforma in paesaggio ed assume le sembianze di una montagna. Quel luogo in cui, con il duro lavoro, ha nutrito la la propria famiglia.
“Body-scape” è la più recente e ultima Opera della serie fotografica in Realtà aumentata “PIÙ” ( nasce nel 2009 a seguito della perdita della casa a causa del terremoto dell’Aquila che ha coinvolto l’Abruzzo ).
“La mia Terra, le mie radici raccontate attraverso il corpo di mia nonna Lena che si trasforma in paesaggio. Panorami idilliaci scossi dai terremoti che segnano vite e territori. Più, oltre il vuoto che ci abita”.
La storia di nonna Lena si sviluppa attraverso i suoi ricordi. Ad oggi a chiunque ascolterà la sua storia insegnerà a rinascere. Ogni scossa, crepa, ruga, dolore, sono una personificazione con il paesaggio, rimandano al coraggio, e alla riscoperta dei valori di un tempo con lo scopo di tramandarli alle generazioni future.
Tutto si trasforma.
Il concetto di trasformazione invece, viene indagato nell’opera video celata all’interno dell’opera fisica che è possibile svelare attraverso la realtà aumenta tramite l’app sviluppata dall’autore “SlashFolderAR”. Basterà inquadrare l’opera fisica o immagine con questa particolare fotocamera per vederla animarsi.
La madre dell’autore è intenta nella realizzazione del suo “bozzolo” che le permetterà di trasformarsi in uno stadio della vita successivo preservando la sua essenza e assumendo una nuova forma, un momento di transizione, un passaggio evolutivo.
L’ultimo stadio della vita che viene incarnato dall’anziana donna che nello scatto si riflette in basso. Quel corpo, che un giorno non esisterà “Più”, vivrà solo riflessa nei ricordi di chi resta.
Scarica l’app SlashfolderAR su AppStore o PlayStore e inquadra l’opera per vederla animarsi. Oppure osserva la video-performance qui: https://vimeo.com/765649899
FLAVIO DI RENZO classe 1993. Nato e cresciuto in Abruzzo, ancor prima di concludere gli studi decide di spostarsi a Milano, dove tuttora risiede e dove consegue il diploma di maturità presso il Liceo Artistico Caravaggio. Dall’arte performativa al Teatro-danza, a Milano scopre la fotografia, in cui ritrova il proprio linguaggio più autentico. Tuttavia, è grande il sentimento che lo tiene legato al teatro. Tale connubio si concretizza nelle collaborazioni con il Conservatorio Giuseppe Verdi, con la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, ma anche con l’Accademia Nazionale di Danza a Roma, il Teatro continuo di Burri e l’Ater Balletto.
A Milano completa la sua formazione presso (IED) l’Istituto Europeo del Design, dove, grazie al progetto fotografico “Tra Apparenza e Inganno”, risulta vincitore della borsa di studio al merito per il master in fotografia avanzata curato da Silvia Lelli e Roberto Masotti. Questo percorso lo porterà a realizzare “In Equilibrio, sul Confine”, esposto nella collettiva fotografica di IED master nel 2017 con il supporto della rivista “Il Fotografo”.
Nel 2022 “In Equilibrio, sul confine” sarà uno dei protagonisti di “Caleidoscopio” a cura di Fortunato D’Amico e Chiara Ferella Falda per “Genova Be Design Week 2022” e di “Genova stART” presso la galleria d’arte contemporanea Lazzaro.
Tra le esposizioni milanesi anche la personale “Milano L’Uomo e la Città – Expo 2015 – Riflessi”, a cura di Chiara Ferella Falda prodotta da Superstudio13.
Si specializza in Augmented and Virtual Reality presso (IDI) l’Istituto Italiano del Design di Milano.
Nel 2021 fonda SlashFolder. Grazie a questo strumento, mette a punto il format delle “Opere in divenire”: grazie all’ideazione dell’App “SlashFolderAR”, la Realtà Aumentata rende vive le opere d’arte.
Nello stesso anno si presenta con il progetto “Più” che ha ottenuto l’alto patrocinio della regione Abruzzo al MIA Photo Fair in collaborazione con RED LAB Gallery nel quale, la rivista Artribune, lo cita tra i dieci stand più interessanti di questa edizione. Seguiranno poi le menzioni d’onore al Monochrome Photo Awards e Annual Photo Awards e tra tutte, l’opera “Bodyscape” si aggiudica la finale in Arte Laguna Prize 2023 dunque l’Arsenale Nord di Venezia.
Inoltre è uno degli artisti di “Looking for Art“ per il quale aderisce al progetto d’arte per Palazzo Borromeo “Segno” a cura di Francesca Bardazzi che vedrà la luce nell’ottobre del 2022 seguirà la collettiva d’arte a cura di Marco Eugenio Di Giandomenico “Liberi dalle Barriere” presentato a Palazzo Reale di Milano e poi esposto presso lo Spazio Big Santa Marta.