OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Spaghettata

Spaghettata
mista, rilievo, applicazioni., cartoncino nero
35 x 50 cm

Giancarlo Mariani

nato/a a Castel Focognano (AR)
residenza di lavoro/studio: Firenze, ITALIA


iscritto/a dal 03 mag 2023


visualizzazioni: 383

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Descrizione Opera / Biografia


Giancarlo Mariani, nato nel 1954, ha frequentato corsi di studio dell’Istituto d’Arte e del Conservatorio di Musica di Firenze, partecipando a numerose iniziative. Dal 1985, la ricerca di un’attività economicamente più stabile lo ha portato a partecipare alla realizzazione di scenografie per il teatro e l’opera lirica. Nel 1987 inizia a collaborare con il Teatro del M.M.F. (Maggio Musicale Fiorentino) e nel 1997 vince un concorso come Scenografo presso quel teatro. La lunga attività nel campo della scenografia, gli ha permesso di incontrare e collaborare con artisti come Arnaldo Pomodoro, Gino de Dominicis, David Hockney e registi come Bob Wilson, Luca Ronconi, Peter Greenway. Il forzato lockdown, causato dal Covid 19, lo ha portato a riprendere una ricerca individuale ferma da decenni. Nel NERO, la mancanza di colore richiede concentrazione, non si può essere superficiali o distratti, le percezioni, le emozioni si dilatano e chi guarda può trovare cose che l’autore ignorava.
Giancarlo Mariani, born in 1954, attended courses at the Art Institute and the Music Conservatory of Florence, participating in numerous initiatives. Since 1985, the search for a more economically stable activity has led him to participate in the realisation of set designs for theatre and opera. In 1987, he began collaborating with the Teatro del M.M.F. (Maggio Musicale Fiorentino) and in 1997 he won a competition as a set designer at that theatre. His long activity in the field of set design allowed him to meet and collaborate with artists such as Arnaldo Pomodoro, Gino de Dominicis, David Hockney and directors such as Bob Wilson, Luca Ronconi and Peter Greenway. The forced lockdown, caused by Covid 19, led him to resume individual research that had stopped for decades. In BLACK, the lack of colour requires concentration, one cannot be superficial or distracted, perceptions and emotions are dilated and the viewer can find things that the author was unaware of.