OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Ocean- legami di mare

Ocean- legami di mare
scultura tessile, scultura in cime nautiche di recupero, verniciatura acrilica, finitura in resina epossidica, struttura in ferro verniciato a polvere
50x50x59 cm

La Giacco

nato/a a L’Aquila
residenza di lavoro/studio: Golfo Aranci, ITALIA


iscritto/a dal 16 mar 2023

https://www.emanuelagiacco.com/


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Altre opere

 | Ocean

Ocean
scultura tessile, scultura in cime nautiche di recupero, verniciatura acrilica, finitura in resina epossidica, struttura in ferro ed acciaio
120x120x138 cm

 | Ocean - i fili del grande legame

Ocean - i fili del grande legame
scultura tessile, scultura in cime nautiche di recupero, verniciatura acrilica, finitura in resina epossidica, struttura in ferro
50x50x59 cm

 | Ocean - i fili del grande legame

Ocean - i fili del grande legame
scultura tessile, scultura in cime nautiche di recupero, verniciatura acrilica, finitura in resina epossidica, struttura in ferro
50x50x59 cm

Descrizione Opera / Biografia


BIOGRAFIA
Nasco a L’Aquila nel 1983, mostro la mia propensione per l’arte fin da bambina. Nei salotti di un mio zio antiquario venivo rapita dalle opere per ore, mantengo vivido nel mio cuore questo pensiero, piccina piccina mi rivedo lì, immobile, rapita dalle grandiose tele del 600. Ma la mia creatività si incontra e si scontra con la parallela formazione scientifica. Mi laureo infatti in Ingegneria, e inizio un percorso di artista-ingegnere che mi porta presto ad un bivio. Il mio trasferimento a Roma, nel 2012, segna un grande cambiamento. La continua lotta tra sogno e logica mi induce a condurre una vita energica, segnata da una costante metamorfosi, rafforzata dall’incontro con il presidente della Fondazione Giorgio ed Isa De Chirico, Prof. Paolo Picozza, con il quale, nel dicembre 2016, organizzo la mia prima mostra personale presso la sede della Fondazione di via dei Tre Orologi. Decido da lì in poi di dedicarmi completamente alla mia passione più profonda: l’arte. Altro angelo incontrato nel mio cammino è Marina Mattei, curatrice archeologa dei Musei Capitolini, figura che diventa presto per me mentore nonché amica. Nel 2017 inizio a vivere tra Roma e Salerno, alternando l’energia della Costiera Amalfitana alla potente carica di Roma. Da allora inizio a partecipare a mostre per aprirmi al confronto con gli artisti e all’incontro costante con il pubblico, accogliendo sfide diverse per forma e contenuto. Ho esposto a Roma, Palermo, Genova, Torino, Milano, L’Aquila, Poltu Quatu, Porto Rotondo, Mantova, La Spezia, Firenze, Parigi, Bruges, Barcellona, Venezia. Mi sposto nuovamente su L’Aquila nel 2019 , lì ho il piacere di collaborare con il maestro Raimondo Tiberio, avvicinandomi così al mondo della scultura. In piena pandemia, nell’aprile del 2020 mi trasferisco in Sardegna, dove vivo tutt’ora, l’energia di questi territori è così intensa da permettere di avvicinarmi a qualcosa di più materico, alle corde dei miei dipinti accosto istallazioni di cime nautiche, così la mia prima scultura tessile, vince in agosto il primo premio della IV edizione “Le Quai Des Artistes” a Porto Rotondo, fortemente voluta dal Conte Luigi Doná dalle Rose con la sua fondazione. Di lì in poi continuo lavorare sul capitolo di opere relativo alle sculture tessili, realizzate con cime nautiche dismesse, opere d’arte che siano portavoce dell’amore per il nostro pianeta, focalizzando così l’attenzione sulla tematica ambientale, cercando di coinvolgere il più possibile il pubblico, le organizzazioni e gli enti che in qualche modo possano contribuire a salvaguardare quanto abbiamo di più prezioso: la Terra, la nostra casa.
DESCRIZIONE OPERA
Nelle opere che rientrano nel capitolo “Ocean” la natura lieve dell’essere umano si fonde con il teatro di vita in cui ogni individuo è tenuto a prestare la propria presenza scenica: il nostro pianeta. Tutto si fonde, tutto è correlato da un legame, ma al contempo ogni filo ha la sua dimensione e grazie a questa riesce a scorgere ciò che gli è estraneo.
L’effetto farfalla della teoria del caos diviene protagonista, le piccole variazioni, quelle di un singolo filo, producono grandi variazioni a lungo termine sull’intero sistema.
Un’opera che ci impone un interrogativo che oggi più che mai non può più essere ignorato, quello sul mutamento climatico in atto, un’opera che vuole suscitare e sensibilizzare su un tema che purtroppo ancora oggi sembra estraneo ad ognuno di noi. Eppure ogni singolo involontario respiro che facciamo non è legato a questo?