Descrizione Opera / Biografia
”Il portale di Livia Ribichini dal titolo Ianua diviene il punto di partenza, la soglia che permette di iniziarsi e prepararsi alla fruizione di una dimensione altra. Al suo interno il portale stesso raccoglie un rimescolamento di temporalità differenti: dall’apotropaico Lamassu e il capitello corinzio, a materiali edili contemporanei, incontro di icone consapevolmente prelevate dal passato e (ri)adattamento di materiali e linguaggi dei nostri giorni in una combinazione più o meno esplicita di salti e sovrapposizioni spazio-temporali. Lo stesso Lamassu è modellato in stampa 3D e il vapore acqueo creato in Arduino stimola a una trasfigurazione percettiva. L’ingresso alterato dall’intervento di Livia ci pone in uno spazio apparentemente vuoto.
E se, ancora, ritorniamo a prestare attenzione allo spazio in cui siamo situati, ci scontriamo in un QR code che invita ad utilizzare i personali device. Ecco, si è così direttamente calati nella Realtà Aumentata di un incompiuto architettonico dal classico stile italiano, un mostro eretto nel 1958 e mai finito, presente nei pressi di Bologna.
Viene da chiedersi, come sostiene Marca Augé, se certe rovine prefigurano qualcosa di un possibile avvenire o restano nient’altro che affascinanti e grandiose rappresentazioni di sogni abbandonati. Ritengo che Livia, attraverso la realtà aumentata da lei creata, ci apra alla prima ipotesi. Non solo colloca un luogo abbandonato in un interno vissuto, ma lo inserisce anche in un ambiente mediale, permette nuova vita ad un edificio privato della sua funzionalità - e mai neppure conosciuta - che acquisisce, in questo contesto, valore
artistico. L’immersione varia secondo la direzione del device ed è possibile scegliere arbitrariamente la sovrapposizione di reale e digitale. È proprio qui, nel ripensare il corpo fisico e il corpo immateriale che si situa la pratica artistica di Livia: inizia con la
fascinazione per materiali edili e di scarto utilizzati per strutturare elementi architettonici e scenografici e si sviluppa nella mediazione delle nuove tecnologie. Talvolta testa queste tecnologie (tra cui realtà aumentata, realtà virtuale, Intelligenza Artificiale) in prima
persona e altre volte permette che sia una fruizione esterna a confrontarsi con le stesse.
In ogni caso l’artista, attraverso manipolazione materiale e digitale, tenta di alterare la comune percezione, indagare la relazione che si innesca fra user e realtà circostante o realtà prodotta digitalmente. Si tratta, in altre parole, di una pratica alla stregua di quella teatrale nella giustapposizione di uno spazio scenico all’interno del quale performano il corpo e l’ambientazione, fisico o digitale.” - Linda Carluccio
Livia Ribichini (1994, Roma) è artista e scenografa.
Ha un background in Scenografia (Accademia di Belle Arti, Roma, 2017).
Ribichini ha iniziato la sua carriera realizzando installazioni luminose e studiando le interazioni tra lo spettatore e lo spazio fisico. Ha completato un master in Media, Arte, Design e Tecnologia (Hanze University, Groningen, 2021).
La sua ricerca riflette sulla diversità delle identità tra utenti e avatar nel virtuale e mondo fisico. Sperimenta con le sensazioni, percezioni, nuovi media e tecnologia.
Nel 2017 fonda il duo artistico Fulminate focalizzato sulla light art e
nel 2020 di fffjpg, un mixed media duo basato sull’ elettronica, il rumore e i sintetizzatori.
Alcuni dei suoi clienti sono Rewire Festival (NL), Inter-University Center for Dance Berlin (DE) e Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci(IT).
Ribichini (she/her) vive e lavora a Groningen.