OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | ‘HUMAN FOR A LITTLE WHILE (TOWARDS A CONSTITUTION OF THE EARTH)’

‘HUMAN FOR A LITTLE WHILE (TOWARDS A CONSTITUTION OF THE EARTH)’
installazione, fucile, teschio, corona, pallone da calcio, coltello su piedistalli in legno verniciati di bianco
300x300x300 cm

Penelope

nato/a a Cento (FE)
residenza di lavoro/studio: Bologna, ITALIA


iscritto/a dal 07 mag 2023

https://penelopearts.com/arts/


visualizzazioni: 453

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Altre opere

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infinity mirror, aluminum, mirrors, electric components
�1228 mm x depth 348 mm

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installazione, albero di natale, decorazioni natalizie di vetro
150�250 cm

 | ”Cosmic Structures” (serie)

”Cosmic Structures” (serie)
tecnica mista, carta di cotone
30.5 x 45.5 cm

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE DELL’OPERA
Cinque oggetti dipinti sulla loro superficie con colori acrilici e acquerello sono esposti su piedistalli bianchi. Lo spazio tra un piedistallo e l’altro, disposti a scacchiera, deve essere tale da permettere all’osservatore di camminare tra di essi ed avvicinarsi agli oggetti per vederne i dettagli.
I simboli, come gli archetipi, sono quegli oggetti capaci di fungere da fulcro di energia, di racchiudere una storia complessa e vicissitudini umane legate tra loro attraverso i secoli. Il simbolo, per essere tale, deve essere capace di comunicare al di là del singolo evento, attraverso le culture, utilizzando un linguaggio universale.
L’artista prende spesso in prestito le parole di Carl Sagan in ”Pale Blue Dot” (1) per esprimere concetti capaci di rompere le convenzioni umane e generare un punto di vista sospeso rispetto alla nostra contemporaneità, sospeso rispetto al presente, sospeso rispetto all’individualità umana.
La serie ‘HUMAN FOR A LITTLE WHILE (TOWARDS A CONSTITUTION OF THE EARTH)’ prende oggetti-simbolo dell’Umanità e li ricopre di stelle. In un attimo, quel singolo oggetto smette di essere umano, smette di far parte della terra, e inizia un percorso di universalizzazione, e soprattutto, di relativizzazione. Relativizzare l’umanità, riposizionarla nel Cosmo, rimpicciolire quello che nella mente e nella sensibilità umana ricopre la sua interezza: questi gli scopi della serie.
Penelope riunisce la pittura alla scultura, per creare installazioni che uniscono i discorsi aperti da altre serie, come gli infinity mirror e i Symbolon, gli acquerelli e i progetti sulla guerra (ricordiamo le serie “War at Peace” e “Christmas Truce”).
La presenza delle stelle nelle opere di Penelope ha un’intenzione di rottura: accostare a oggetti di uso quotidiano, a tecniche tradizionali e non la presenza delle stelle, è un invito a rompere le convenzioni, aprire una terza dimensione mentale, una finestra che capovolge il punto di vista, che relativizza le azioni umane sulla Terra, (ri)dimensionandole rispetto all’illusione mentale in cui viviamo dalla nascita.
Riferimenti:
(1) Carl Sagan, ”Pale Blue Dot” vedasi la sezione dedicata al tema https://penelopearts.com/arts/blog/2023/04/07/pale-blue-dot/
BIOGRAFIA
Penelope, nome d’arte di Chiara Cocchi, è nata a Cento (FE) nel 1983.
I suoi studi sono dapprima scientifici, poi linguistici, laureandosi in interpretazione di trattativa. Dopo questa laurea si dedica agli studi artistici, e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora oggi tra Italia e USA, ed è rappresentata da diverse gallerie in Italia, USA, Dubai ed Austria.
La ricerca teorica dell’artista è fondamentale per la realizzazione delle sue opere, che sono il risultato di riflessioni filosofiche, antropologiche e scientifiche. L’essere umano e la sua vita sulla Terra vengono osservati come da occhi virtuali, capaci di relativizzare, ridimensionare, spiegare le attività umane sul pianeta Terra. La vita viene osservata e trasformata dall’artista, concretizzandosi in opere realizzate con le tecniche più svariate, con lo scopo di osservare le tematiche trattate da molteplici punti di vista. L’opera comincia sempre dalla sua ricerca teorica, per poi materializzarsi in opere pittoriche, grafiche, scultoree, letterarie, e nella produzione di infinity mirrors. Lo sviluppo costante di nuovi metodi per aumentare l’interazione tra osservatore e opera è uno degli aspetti più importanti per l’artista.
MOSTRE E CONCORSI SELEZIONATI
L’artista ha esposto in importanti istituzioni in Italia e nel mondo: Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Nazionale della Repubblica di San Marino; Museo MISP Museum, Museum of Saint Petersburg 20-21 Century Art Russia; MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma; Spoleto Art Pavilion, Venezia; Palazzo Dandolo, Venezia; Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna; The Italian Cultural Institute of San Francisco; The Ringling Museum Art Center, Englewood; The Ringling Museum of Art, Sarasota, Florida.
È stata selezionata e ha vinto numerosi concorsi: Premio Comel (selezione); Combat Prize (selezione); Canal Convergence – Water+Art+Light (selezione); The Looking Glass and Through it (premio); OfficinArs (premio); Artdex Art Competition (premio); Premio Arte Laguna (selezione); Arte e Scienza (selezione); Premio Museo MAGI 900 (selezione).