Descrizione Opera / Biografia
Vito Sardano Nato a Monopoli (Ba) nel 1948, dove attualmente vive e lavora: Via Aurelio Sereno 13. Ha studiato disegno industriale, a partire dagli anni 70, una profonda vocazione artistica lo spinge a dedicarsi allo studio della pittura e della scultura.
Vito Sardano, provetto artista, che ha saputo coniugare alla perfezione la sua creatività con la manualità di homo faber.
Ed è proprio da questo fertile connubio che è nato il suo linguaggio originalmente nuovo, che sa far vibrare le corde della fantasia con esiti fascinosamente poetici, ottenuti con gli oggetti cherchés et sélectionnés (più che trouvés) nell’ambito dell’universo del suo lavoro di progettista industriale. Si potrebbe parlare per le opere d’assemblaggio di Sardano di poesia degli oggetti. Poesia che sa esprimersi felicemente sia nelle strofe delle composizioni su tavola che nei poemetti a tutto tondo con la medesima tenuta inventiva e con lo stesso rigore costruttivo; poesia immaginativa, nel primo caso, poesia tettonica, nel secondo, dove i “totem” oggettuali escogitati nella sua officina mostrano che il nostro artista pugliese ha saputo mettere a frutto con inflessioni personalissime.
Statisticamente le sue quotazioni hanno negli anni registrato un costante aumento. La sua creatività si è manifestata da anni attraverso numerosi e significativi eventi, mostre e installazioni. Dal 1980 espone regolarmente le sue opere in prestigiose mostre collettive e personali ed è presente in collezioni pubbliche e privati, tra cui la Collezione Comune di Monopoli (BA). Nel 2000 ha tenuto un’antologica al Castello Carlo V, Monopoli (BA), ha partecipato a Nouveau Salon des Refuses, Forum Artis Museum (Montese MO). Dal 2005 sue opere sono presso il Museo delle Generazioni Italiane del ‘900 “G Bargellini” di Pieve di Cento (BO). Collezione permanente del Museo Allotropya People Academy of our Cultural Heritage and Contemporary Art Antikyra in Boetia, GRECIA. Nel 2007 Giorgio Di Genova, critico e storico dell’arte, inserisce un approfondito ed ampio studio della sua produzione artistica nella “STORIA DELL’ARTE DEL ‘900 generazioni anni Quaranta” (Pag. 515 – 519). Ediz. Bora (BO).