OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | possiamo essere prigionieri anche dentro noi stessi

possiamo essere prigionieri anche dentro noi stessi
fotografia su pietra ardesia, due piedini di supporto alla lastra di pietra
20x20 cm

ALBERTO CHIARETTO

nato/a a CONSELVE
residenza di lavoro/studio: LEGNARO, ITALIA


iscritto/a dal 24 feb 2024

https://www.instagram.com/lastanzadellincoerenza/


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fotografia su pietra ardesia,
30x30cm

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guardarsi dentro
fotografia su pietra ardesia,
15x20 cm

Descrizione Opera / Biografia


Opera: Un cavo che si intreccia, si tende, separa.
Le spine guardano da entrambi i lati.
Cosa si richiede a chi sta dentro?
E cosa viene negato a chi sta fuori?
Il vivere è subordinato al rispetto forzato, forzoso, “teso” a
istituire limiti.
Pur necessari in un ambiente sociale; tuttavia, per natura,
limitanti.
Io nel filo spinato vedo l’uomo come confine: che divide lo spazio
dell’anima dall’ambiente circostante, che fa da confine ad un altro
uomo.
Io nel filo spinato vedo la necessità di imporre una legge che
l’uomo non è pronto a guadagnare: il rispetto dell’altro.
Cosi si divide, si separa per scelta, in una logica spietata, per
difendere ognuno da tutti e tutti da ciascuno.
Opera finalista al premio Arte Cairo 2023.
Biografia: La mia ricerca degli ultimi anni è incentrata sulla fotografia.
Cerco di smaterializzare la mente umana di un essere fragile; trovare al di fuori di
essa alcune immagini che la possano rappresentare, per poi essere ricondotti
nuovamente al suo interno, come in una ciclica e inutile caccia alle streghe.
Mi piace pensare ai miei lavori come ad una stanza dell’incoerenza, dove il caos si
mischia al rigore e alla pulizia, dove il sogno sfiora il concreto, dove ci sono silenzi
surreali, lunghe attese, ingranaggi farraginosi.
La mente cosi simile appunto ad una stanza, satura e sovraccarica di immagini a
ritmo vorticoso.
Spesso la stanza è minuscola, claustrofobica.
Spesso è immensa, infinitamente vasta, senza confini reali.
Mi piace dare risalto a materiali poveri, lasciare che un’immagine possa evocarne
altre.
Il semplice che diventa complicato, l’attore spettatore, il bianco e il nero.
Utilizzo il mio cellulare, esclusivamente perché è l’oggetto del nostro tempo, il
prolungamento del nostro occhio e del nostro cervello.
Scatti che alla fine si congelano, o meglio si pietrificano, per fondersi essi stessi
con le pareti.
Le mie fotografie dunque vengono stampate su pietra ardesia; voglio che abbiano
un ”peso”, voglio che ci sia la possibilità di portarsi via un pezzo della stanza.
- dal 3 al 13 giugno 2021 mostra collettiva d’arte
contemporanea “I 5 sensi” presso Arcadia Art Gallery a
Milano
- 3 week end di luglio 2021: mostra collettiva d’arte
contemporanea “Visioni d’arte” presso complesso palladiano
di Villa Caldogno – Bunker a Caldogno (VI)
- dal 18 settembre al 7 novembre 2021 mostra collettiva
d’arte contemporanea “Venice StArt 2021” presso
Arterminal – San Basilio a Venezia
- dal 18 dicembre al 9 gennaio 2021 mostra fotografica
collettiva “Camera Chiara” presso Spazio SV – Centro
espositivo San Vidal a Venezia
- dal 7 aprile al 10 aprile 2022 fiera mercato d’arte
contemporanea ARTEGENOVA con Satura Palazzo Stella
- dal 11 novembre al 14 novembre 2022 fiera mercato
d’arte contemporanea ARTEPADOVA con Passepartout
Unconventional Gallery
- finalista Premio Arte 2023 (Cairo) e mostra collettiva
presso Museo della Permanente di Milano dal 10 al 15
ottobre 2023
- pubblicazione nel Catalogo dell’Arte Moderna n°58
(editoriale Giorgio Mondadori) 2023