Descrizione Opera / Biografia
DESCRIZIONE
Ho realizzato l’opera utilizzando materiale combusto che ho incollato su quattro cartoni, ho colorato e poi coperto con resina ).
Nell’opera ho cercato di rappresentare il fuoco nei suoi due aspetti, di morte e di vita.
Sin da piccola, ho potuto osservare la forza esplosiva dei vulcani, Etna e Stromboli e guardare, con stupore e timore reverenziale, la lava, pura energia primordiale, espressione della potenza della natura.
Questo fuoco liquido, che fuoriesce dalla bocca del Vulcano, materia incandescente, che, nel suo inesorabile percorso, distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino e solidificandosi diventa nera, assumendo l’aspetto di desolazione e morte. Tutto questo, però, contiene al suo interno il germe della trasformazione, della rigenerazione, diventando, dopo un lunghissimo periodo, nuovo elemento di vita.
Lo stesso processo, in tempi meno lunghi, accade anche per il fuoco, elemento di sacralità dei riti antichi, temuto e venerato, fin dai tempi primordiali, conserva, ancora oggi, aspetti ancestrali di timore riverenziale per la sua azione distruttiva.
Entrambi, nel loro inesorabile cammino, distruggono tutto ciò che incontrano.
Bisogna aspettare decenni, ma poi il terreno diventa più fertile e più rigoglioso che mai, dando origine a nuova vita.
BIOGRAFIA
Laureata in Materie Letterarie con indirizzo artistico, abilitata all’insegnamento della Storia dell’Arte, si è anche specializzata in Storia dell’Arte presso l’Università di Siena.
Seguendo la sua passione per la pittura ha, negli anni 80, frequentato per tre anni a Torino i corsi tenuti dalla pittrice Lella Burzio.
Ha incominciato ad esporre negli anni ’90.
Oltre a numerosissime collettive, ha al suo attivo numerose mostre personali (Siena, Venezia, Bassano del Grappa, Roma,Grosseto, Firenze, Ivrea), e diverse fiere in Italia (Padova, Viterbo, Reggio Emilia) e all’estero (Austria, Belgio, Usa, Cina, Corea).
Le sue opere sono in raccolte pubbliche in Italia e in collezioni private in diverse parti del mondo.
Innumerevoli i premi vinti nel corso della lunga carriera.
Il fondo oro della pittura antica ha sempre affascinato Angela Crucitti, sia per la preziosità della sua materia, sia per la ricchezza della sua luce, ma, soprattutto, per il suo significato simbolico e spirituale.
Nella tradizione bizantina e, poi, gotica, il fondo oro ha un preciso significato emblematico di rappresentazione del paradiso, dell’illuminazione e della Luce Divina.
Nelle opere di Angela questo concetto astratto viene reinterpretato in maniera moderna, con un linguaggio personale che è un misto di modernità e di antico.
Il fondo oro diventa sfondo ed essenza di architetture da sogno, di antiche mura cariche di storia, di possenti torri, che si colorano dell’azzurro del cielo, del verde dei prati e dei colori delle stagioni.
Con il colore oro dato con la spatola, l’artista costruisce splendide città turrite, preziose abbazie, vetrate scintillanti, cattedrali cesellate come antichi reliquari, profili di città evanescenti.
Reinterpreta Monet nelle architetture di luce e di colore, la cui materia si sgretola, si scioglie e si dissolve nei riflessi nell’acqua mostrando in questa dissoluzione la sua fragilità.
Le città turrite divengono, così, costruzioni sospese in una dimensione fuori dal tempo.
Tra matericità e leggerezza, dalla pittrice vengono affrontati i grandi temi connessi a queste opere architettoniche:
Le torri, sempre più alte, simbolo di potere e spinta dell’uomo ad andare sempre più su, rimandano alla realtà attuale delle metropoli e, rappresentano anche la sfida umana contro il tempo, ma, rivelano, anche, la caducità terrena e la loro fragilità nella dissoluzione della materia, che si riflette nell’acqua dissolvendosi.
La materia delle costruzioni non è dissimile da quella che si addensa si coagula nelle nella serie delle meteoriti, in cui l’artista, libera da schemi ed in maniera informale, vuole rappresentare l’intangibile, l’energia che anima l’universo, la sinfonia e la danza cosmica.