Artwork description / Biography
GEARS.
Rottami e residui di antichi dispositivi incrostati da ruggine e avvolti da miasmi, ci appaiono davanti come epifanie di un altro mondo.
Abbiamo certamente perduto la capacità di leggere e decifrare questi oggetti enigmatici che sembrano scudi, portiere di qualche strano veicolo, porte o portali…
Forse sono antiche batterie, generatori di energia…
Queste opere monumentali sembrano assurgere a testimonianza di un antico passato che evoca sinistramente echi di un lontano futuro.
Questi relitti archeologici stimolano ed evocano visioni poetiche di immani catastrofi, il collasso di antiche civiltà dotate di tecnologie a noi sconosciute ma certamente avanzate.
L’artista si fonde completamente con questa materia criptoarcheologica ossidata dando vita ad affascinanti portali che ci conducono in una dimensione distopica e catastrofica ma allo stesso tempo calma e serena.
Nelle loro incrostazioni rugginose, questi ingranaggi sembrano riposare da millenni, custodendo gelosamente qualche segreto.
I colori e gli ossidi stimolano la fantasia ed è facile essere trasportati malinconicamente su queste tracce di antichi mondi perduti.
ANGELO TASINI
Forte di una formazione trentennale come aerografista nell’ambito delle scenografie pittoriche, l’artista matura nel tempo un linguaggio perfetto e coerente per iniziare ad indagare le sue personali elucubrazioni interiori, iniziando a creare le sue prime tele monumentali.
Eclettico nel saper creare vasti padiglioni scenografici, inizia a costruire il suo personale Universo pittorico, costituito di Monumenti antichi, Dee, e vestigia del passato.
La ricerca artistica di Angelo Tasini nasce a stretto contatto con la sua passione per il
viaggio e la scoperta. Viaggi, esplorazioni che per l’artista sono vere e proprie immersioni
nelle culture che visita. Soprattutto è interessato alla sfera antropologica e spirituale nelle
varie espressioni rintracciabili nell’arte, nell’architettura e nei reperti archeologici.
Questi interessi così profondi, lo portano a viaggiare lungamente alla ricerca di luoghi mistici, fra templi e spiritualità.
Spesso si tratta di siti archeologici, anticamente adibiti a luoghi di culto, templi ed altari, dove Tasini studia nei dettagli i manufatti, appropriandosi delle forme e comprendendone i volumi.
Respira le superfici, ascolta la polvere che si è depositata per millenni e inizia a creare
dentro di sé immagini che mostrano il potere magnetico ed energetico che le sculture
emanano. Dentro di lui germina l’idea che queste antiche civiltà abbiano un comune
denominatore, un messaggio, un’unica matrice che ha dato vita ai diversi culti.
Queste esperienze plurisensoriali, estatiche e coinvolgenti, finiranno per stimolarlo a
condurre una ricerca pittorica attraverso una serie di opere monumentali.
In questo ciclo pittorico ricreerà antichi totem in pietra, statue e monoliti attraverso stucchi e resine, per poi stravolgerli con interventi mirati a destabilizzare la percezione, creando corto circuiti visivi di natura antropologica e cripto-archeologica.
Sono opere che si esprimono attraverso un linguaggio ibrido che si sviluppa in equilibrio fra aderenza ai modelli originali, ricreandone anche le superfici e i volumi e una sorta di
tribalità urbana. Una fusione concettuale fra le esperienze ataviche millenarie iscritte sulla pietra e il linguaggio pop e multietnico delle metropoli.