Descrizione Opera / Biografia
”La rincarnazione del blu” vuole rappresentare simbolicamente la dinamica delle civiltà che nel tempo non muoiono, ma si rincarnano e trasmigrano l’essenza della loro anima, nelle nuove civiltà. In un cielo blu trapunto di stelle, desidero omaggiare ogni uomo che nella sua breve esistenza ha saputo aggiungere alla storia umana il suo piccolo, ma prezioso contributo.
Oggi la mia pittura si muove intorno al Simbolismo, condividendone in modo naturale e moderno il manifesto. Aprendo la mia “valigia colorata”, io che spesso sono chiamata ”artista archeologa” tiro fuori i miei tesori, ”isole del tempo” che rimandano ad altri mondi, ad altre civiltà, ad altre ere. Ogni “isola” esce dalla mia “valigia” e come una bolla di sapone si libera nell’aria. Per un attimo in quella bolla voglio far ricordare la vita di un tempo che fu, ma l’attimo dopo l’ingranaggio gira, la bolla svanisce e compare un’altra isola del tempo, facendomi sognare e con l’intento di far sognare. Questo, è il ciclo perpetuo che amo raccontare da molti anni e in tutte le mie opere. Nel mio mondo domina l’ingranaggio, simbolo del grande meccanismo che regola l’universo, dall’infinitamente grande, all’infinitamente piccolo, dal polo nord, ai tropici e all’equatore, dalla preistoria ad oggi. Un ingranaggio che ha necessità di agganciarsi a altri meccanismi, un ingranaggio che ha necessità di rimanere integro per poter far funzionare tutto il creato. Secondo me, noi siamo quello che le precedenti civiltà e i nostri avi ci hanno trasmesso, siamo toscani discendenti degli Etruschi, ma anche discendenti dei greci, dei vichinghi, dei persiani, degli egizi e di chissà quante altre civiltà. Tutti conoscono la legge di Antoine Lavoisier, ”nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, ma pochi paiono vivere e agire veramente, ricordandosi di questa legge. Troppi sembrano vivere come se le risorse si creassero dal nulla, i nostri rifiuti si distruggessero nel nulla e tutto rimanesse sempre uguale, senza subire trasformazioni. E’ appunto per questo che desidero mostrare quello che eravamo, perché in fondo, è mostrare quello che siamo ed è per questo che sono solita dire: ”la notte è tempo dimenticato, se ritroviamo la memoria, ritroveremo anche l’alba”.