Descrizione Opera / Biografia
Malaika e il suo “guscio di conchiglia naturale” nascono da una sensazione vivida: quando anni fa mi sono trovata a sentire le onde sonore rimbalzare più volte facendo vibrare l’aria, dando maggiore intensità a rumori altrimenti impercettibili. Questa immagine sonora mi accompagna dalla nascita e questa commistione di sensi ha dato inizio a tutto. Nonostante il brand Malaika si sia da subito specializzato anche nell’ambito Moda, il gioiello rimane la sua radice originaria ed è per questo che si è voluto pensare a una campagna dedicata per creare un immaginario attraverso gli scatti che lo potessero raccontare.
La conchiglia rappresenta l’anima del progetto Malaika. E’ un oggetto versatile, unico, unisex, artigianale ed eterno, da indossare non solo come collana o monile, ma anche abbinato a foulards, borse, portachiavi. L’idea di Malaika è poter unire arte, tradizione e influenze dei paesi nei quali ho vissuto (Costa d’Avorio, Indonesia, Stati Uniti, Italia) per creare un gioiello-accessorio originale ed innovativo. La montatura, che può essere in Oro 18kt o Argento nudo 925’/, può anche diventare galvanizzato giallo, rosa o nero su richiesta.
Le parole chiave che compongono l’universo creativo di Malaika sono novità, unicità, artigianalità: è l’insieme di culture, l’unione attraverso la diversità di una vita vissuta in vari continenti.
Così, per realizzare una campagna per le conchiglie Malaika, ho pensato a una collaborazione con la fotografa torinese Carola Allemandi, la quale aveva realizzato precedentemente un lavoro sul nudo che mi aveva colpita e che pensavo potesse essere la chiave per interpretare le conchiglie.
Si è così iniziato, insieme, a intendere l’accessorio non soltanto come oggetto da indossare, bensì come qualcosa che possa vivere in un contesto proprio e raccontare una storia differente.
Per questo, prima di cominciare gli scatti, l’idea di unire le conchiglie incastonate nei gioielli al tema del nudo, è sembrata la più consona per poterli incorniciare, interpretare e trasportare in una loro dimensione naturale.
Attraverso le immagini si è cercato così di ricostruire idealmente lo scenario originario da cui le conchiglie-gioiello possono essere state tratte e portate fino a noi.
E’ così che, grazie al nudo, le conchiglie appaiono “trovate” addosso a quella che potrebbe essere una creatura acquatica, e al contempo possono prendere, da un’immagine all’altra, la forma di uno scoglio a cui le stesse sono rimaste attaccate, trascinate dalle onde.
Il corpo nudo, in questi scatti, non è una modella, non è soltanto una donna come non è un elemento passivo che si ritrova a indossare un oggetto raro e prezioso: è un volume, è una forma, è un movimento che negli scatti si congela per restituirsi di volta in volta trasformato, dando così ai gioielli una visione che cambia con le sue metamorfosi, e per questo sempre viva.