Descrizione Opera / Biografia
Il progetto “(S)Composizioni-Metafora della Vita” è una ricerca sulla combinazione delle forme caratterizzata anche da una forte valenza concettuale. Questa installazione unisce una foto della mia serie Vibrazioni e una borsa in tessuto fatta da Giulia Ferri ispirandosi alla mia fotografia.
La ricerca parte infatti dalla fotografia di architettura per raccontare in forma di metafora - e anche attraverso installazioni/sculture ricavate dalle fotografie - due storie: a) la nostra capacità di trasformare l’ambiente e la società in cui viviamo; b) la continua evoluzione della personalità di ciascuno di noi, attraverso scomposizioni e ricomposizioni delle nostre emozioni, idee ed esperienze di vita.
Sfruttando particolari prospettive di scatto e la compressione della profondità attraverso un forte zoom trasformo paesaggi di architettura contemporanea in immagini di geometria astratta nelle quali profondità e tridimensionalità spesso svaniscono del tutto. Ma poi, utilizzando le stesse forme geometriche che compongono la fotografia, realizzo installazioni in plexiglass e sculture in vetro nelle quali recupero, ma reintepretandola, la tridimensionalità del luogo architettonico originario. Dunque un percorso che parte dalla tridimensionalità architettonica per approdare alla bidimensionalità di una fotografia astratta geometrica, per tornare poi di nuovo alla tridimensionalità di installazioni in plex o sculture in vetro (oppure ancora in acciaio dipinto con vernice acrilica, queste ultime realizzate dall’amico pittore iperrealista Andrea Ciresola), formate dagli stessi elementi geometrici che componevano la fotografia.
Questa operazione ha un doppio valore concettuale, in quanto metafora della capacità dell’uomo di modificare l’ambiente, ma anche della continua evoluzione della personalità di ciascuno di noi attraverso scomposizioni e ricomposizioni delle nostre emozioni ed esperienze. E’ un circuito concettuale nel quale si possono probabilmente cogliere reminiscenze di Malevic, Mondrian, El Lissitsky, Rothko, Peter Halley, ma anche di psichiatri come Freud, Jung ed altri.
Carlo D’Orta, Fotografo Fine Art
ArtStudio/Gallery, piazza Crati 14, 00199 Roma
www.carlodortaarte.it – 328/0416111 – dortacarlo@gmail.com
Fotografo da oltre 40 anni, dal 2002 frequenta corsi avanzati di pittura della Rome University of Fine Arts (RUFA) e di un master in fotografia allo IED di Milano. La sua visione si concentra su scatti di ispirazione astratta o metafisico/surrealista.
Privilegia la fotografia di architettura e la danza.
Dal 2009 ha esposto in MOSTRE PERSONALI presso Musei e Gallerie in Italia, Germania, Francia, Belgio Singapore ecc, tra cui Museo Palazzo Collicola Spoleto, Museo Archivio Centrale Roma, Officina Zattere Venezia.
Ha vinto o è stato finalista in numerosi PREMI, tra cui Biennale Riviera Romana 2023, Premio Arte Borgo Roma 2022, One Eyeland Prize 2021, PX3 Paris Photo Prize 2021, 3° Biennale Arte di Genova 2019, Sony World Photography Award, Celeste Prize, Premio Rospigliosi, Satura International Contest, Premio Arte e Architettura Colleferro, Arteam Cup, Malamegi Vision Art Contest, Premio Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano (come foto-designer), Premio Enegan Art e altri.
Sue OPERE sono presenti IN COLLEZIONI PUBBLICHE E PRIVATE di prestigio, e sono visibili sulla sua pagina Facebook.
INTERVISTE e ARTICOLI sulla sua arte sono state pubblicati dai principali quotidiani italiani Il Corriere della Sera e La Repubblica (2018), e da numerose riviste d’arte, tra cui Artribune ed Espoarte.