Artwork description / Biography
Spazi immensi, nebulosi, chiari, scuri, iridescenti, misteriosi, inesplorati, violati. Dove siamo noi all’interno di questo universo? Piccole creature spesso convinte di esserne al centro. E le costellazioni confondono, abbagliano, rimangono lì, appese, a tracciare traiettorie pirotecniche in faccia ai nostri nasi all’insù.
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Mi chiamo Flavio Palazzina.
Risiedo a San Mauro Torinese, una località della prima cintura di Torino. Ho sempre amato l’arte, le sensazioni che dona, le emozioni che suscita, la luce che passa negli occhi di chi si approccia visivamente ad un’opera.
E così nel 2020, durante il periodo del lockdown a causa del Covid, ho iniziato, da autodidatta, a guardarmi attorno, a curiosare.
Conoscendo da anni l’ambiente olistico, mi sono appassionato ai mandala creati con il puntinismo o dot art. Ho acquistato tutti gli strumenti necessari e mi sono gettato a capofitto in questa nuova passione.
Poi a causa di un dolore alla spalla, presumibilmente anche dovuto ai ripetuti movimenti di precisione sulla tela per portare a termine un mandala, ho stravolto il mio modo di dipingere.
Sentivo, a dire anche il vero, la necessità di abbandonare il controllo e di far fluire i colori e così sono passato all’astratto.
Ammetto che niente è più liberatorio che la pittura astratta. Iniziare con un colore e seguire l’istinto, quello che porta ad inventare, quello che porta a tracciare traiettorie cromatiche improvvise.
Anche una forma di meditazione, respirando profondamente mentre il colore si muove sulla tela lungo sentieri liquidi.
Per curiosità mi sono iscritto alla sezione Jungle di Paratissima 2023 a Torino, presentando alcune mie opere, alcune delle quali hanno riscosso un apprezzamento inaspettato.
Nel 2024 ho preso parte anche ad altre due mostre collettive a Torino “I colori dell’amore” a cura dell’associazione artistica e culturale “Fra le nubi” ed a Genova “Liquid Sky 2” a cura di Artisti Italiani e Benedetta Spagnuolo.
Per tutto ciò continuo ad alimentare le mie ispirazioni che mi fanno “imbrattare” giocosamente una tela.