OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | La Stagione dei Silenzi

La Stagione dei Silenzi
mista, acrilico e corteccia di betulla su mdf
150x150

Francesco Biondo

nato/a a Gangi (PA)
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 27 mag 2024


visualizzazioni: 937

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Descrizione Opera / Biografia


LA STAGIONE DEI SILENZI (2024)
Il lavoro è una riflessione su tematiche ambientali.
Lo spazio è uno spazio semplificato, scarno.
Linee si diramano a partire da nuclei circolari, di arborea memoria.
Segni e strutture essenziali a supportare cortecce.
E geometriche forme di betulle a presidiare spazi.
A portare speranze.
BIOGRAFIA
Francesco Biondo nasce in Sicilia, nel 1958. Si laurea presso la facoltà di Architettura di Palermo.
Nel 1983 si trasferisce a Milano dove frequenta la Domus Academy.
All’attività di progettista alterna quella di artista, partecipando a varie mostre in Italia e all’estero.
(Un suo oggetto/scultura – MEI, segnatempo - viene premiato al Seibu Art Forum/ ’86, a Tokio)
Dall’86 ai 92 lavora presso il Carcere Minorile di Milano curando in particolare i laboratori artistici (sculture polimateriche ed oggetti di scena vengono esposti nel ’93 al Grand Palais di Parigi)
Nella seconda metà degli anni ’90 organizza eventi artistici e mostre. Tra tutte:
L’Utopia dell’Arcivernice, con la presentazione di Oreste Del Buono
Riflettendo sulla funzione sociale dell’arte: a proposito della guerra nei Balcani
Nel 2010 vince il 1° premio (ex aequo) all’estemporanea di pittura “I CORTILI DEL MARE” a S. Stefano di Camastra (ME)
Nel 2014-15 partecipa al progetto: “Porphyreos Kardia: 30 artisti per Expò” con esposizioni a Milano e provincia
Dal 2016 lavora al progetto personale, ancora in corso, LA STORIA DIPINTA in cui lavori e date segnano eventi/frammenti temporali. Come esercizi di memoria collettiva.
Nel 2017-18, all’interno delle attività dell’Associazione Art Marginem di Milano, partecipa al progetto del Gruppo Artistico Oltre La Porta, “Migranza, Accoglienza, Incontro tra Culture”
La cultura del frammento, del ritaglio – (ri)trovato e (ri)costruito –, dello scorcio spazio-temporale come nucleo esistenziale ha da sempre caratterizzato la sua poetica creativa. I suoi lavori sono sempre pensati come rappresentazione di frammenti di universi. Universi in qualche modo fluidi, spesso popolati da misteriose ed incerte presenze.
Frammenti ‘rappresentati’ tratti da universi prevalentemente interiori (ma certamente contagiati da prefigurazioni esterne)
Frammenti ‘ritrovati’ (lungo i campi, le spiagge ed altri luoghi d’abbandono)
Frammenti ‘ricostruiti’ (come esercizi di memoria)
E l’obiettivo è quello di far viaggiare l’occhio tra i frammenti, alla ricerca di rimandi. O di semplici allusioni. Tracce di tempo, di memoria, di storia “…ad ibridare l’evento percettivo…” Anche ad un’analisi stilistica si colgono interferenze, contaminazioni. L’interesse, infatti, va verso gli ibridi stilistici.