Descrizione Opera / Biografia
L’opera è composta da due parti che dialogano tra loro, riprendendo la dualità presente nel titolo. Il passaggio dalla perdita al recupero, riflettendo sul sottile rapporto tra presenza e assenza. La prima frase del titolo riprende infatti una frase di Georges Didi Huberman ne ”Il gioco delle evidenze”, in cui la perdita viene analizzata come un processo indispensabile dopo la vista della morte. Attraverso la tecnica incisoria della monotipia, un volto dai tratti tipizzati viene replicato ma in maniera differente, assumendo altre valenze e sensazioni. Il volto come traccia che dialoga con le pieghe/piaghe della carta, una traccia che può ripetersi come ”ripetizione differente”. Non più elemento fisso e immutabile del passato, ma come possibilità di nuove forme; la traccia di un futuro che ancora non si è manifestato.
Giorgia Abbati (Parma, 1996)
Ho conseguito nel 2015 il Diploma in Arti Figurative al Liceo Artistico P. Toschi a Parma e nel 2020 il Diploma di II livello in Pittura Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Nel mio lavoro figure e situazioni simboliche si confrontano con circostanze che attraverso differenti superfici, testimoniano la permanenza nella sparizione. Supporti e materiali che riflettono una condizione di smembramento, cambiamento e sublimazione della materia, in cui la traccia è soprattutto sedimento di un futuro che deve ancora manifestarsi.
Utilizzo i media di pittura, disegno, fotografia, installazione e video.