Descrizione Opera / Biografia
L’autoritratto come necessità.
Il bisogno di guardarsi coraggiosamente all’interno e dall’interno. Mettersi faccia a faccia con se stessi scrutandosi nel proprio specchio interiore.
Da sempre gli artisti hanno usato l’autoritratto per dare vita in modo tangibile ai propri sentimenti più profondi e alle proprie intenzioni più ineffabili. Ma non solo, anche per fare una profonda autoanalisi, persino un’ autocontemplazione.
Proprio questo è l’autoritratto per Marsida, una porta aperta verso il subconscio.
Esattamente come lo sono i sogni.
Sogniamo tutti ,che lo ricordiamo o meno. L’analisi di questa attività naturale e spontanea, che avviene in strati remoti del nostro subconscio ed è slegata da ogni forma di controllo, fa luce sui nostri stati d’animo.
Ma possiamo, scegliendo, di abbandonarci al sogno lucido, attraversare una porta che, se aperta, mette in comunicazione il nostro conscio col nostro subconscio.
Durante questo tipo di sogno siamo consapevoli che stiamo sognando e possiamo quindi dare al sogno la direzione che il nostro conscio ha bisogno di dargli.
Arrivare a tale stato di consapevolezza durante la veglia ci porta alla liberazione.
Liberazione dal mondo che ci circonda.
Shakespeare scrisse: ”Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni e le nostre piccole vite sono racchiuse da un sonno”
Riuscire a portare la consapevolezza che raggiungiamo nel sogno lucido nella vita reale e tangibile di ogni giorno, può aiutarci a vivere.
Marsida Pavliqoti
Nasce in Albania il 23 maggio del 1985 e cresce in Italia a Massa Carrara dove frequenta l’accademia delle belle arti di Carrara e poi prosegue la sua formazione a Firenze.
Lavora nel campo della fotografia ma solo nel 2023 decide di esporre le sue opere e fare le prime mostre.