OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Foreste

Foreste
formazione di cristalli di sale tramite il processo di evaporazione di soluzioni saline, legno, sale
130x100x80 cm

Michela Longone

nato/a a Segrate (MI)
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 30 mag 2024


Under 35

https://www.instagram.com/michelalongone_/


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formazione di cristalli di sale tramite il processo di evaporazione di soluzioni saline

Descrizione Opera / Biografia


Foreste, 2024
In una dimensione ai nostri occhi estranea, i coralli crescono e si sviluppano nelle profondità di mari e oceani costituendo uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del nostro pianeta. L’habitat che si crea oltre ad essere una ricchezza da un punto di vista naturalistico, è anche un’importante risorsa (alimentare ed economica) per l’uomo.
L’opera indaga il fenomeno di sbiancamento delle barriere coralline causato dalle variazioni di temperatura e salinità dell’acqua, alterazioni dovute ai mutamenti climatici in atto.
Partendo dallo studio del processo di cristallizzazione del sale, l’opera diventa il risultato di un fenomeno che in natura varia la composizione chimica dell’acqua marina. L’evaporazione dell’acqua consente al sale presente al suo interno di precipitare dando vita a formazioni cristalline.
La struttura ramificata e l’efflorescenza salina rimandano alle foreste di coralli toccate dal fenomeno del coral bleaching, diventando metafora di un cambiamento che sottolinea l’attuale periodo di transizione in cui ancora molti fenomeni sono reversibili.
Lo sbiancamento, infatti, non rappresenta la morte del corallo, ma una condizione intermedia dal quale con le giuste condizioni e il ristabilirsi di un equilibrio è possibile rinascere.
Biografia
Longone Michela, classe 1995, Milano. Nel 2018 si laurea in pittura all’Accademia di belle arti di Brera.
Parallelamente al percorso artistico si avvicina a una dimensione più naturale, lavorando a stretto contatto con gli animali nei contesti di mondo equestre e fattorie didattiche.
L’arte diventa il canale attraverso cui poter esprimere le sensazioni e la fascinazione che derivano dal trascorrere delle giornate immersa in nuovi paesaggi, circondata dall’armonia di una natura difficile da percepire alle porte di una grande città. L’interazione che si crea tra questi contesti apparentemente distanti viene tradotta in una modalità di espressione che pone costantemente al centro il rapporto uomo-natura.
L’osservazione dei vari elementi che costituiscono un contesto naturale e la conseguente ricerca di materiali provenienti da esso pongono le basi del suo operare. Le dinamiche lente e silenziose con cui la natura agisce diventano motivo di indagine, portando sempre di più a sviluppare una riflessione sulla fragilità del nostro pianeta e sul difficile e conflittuale rapporto che spesso si crea nella relazione con l’uomo. Forme espressive differenti diventano il mezzo per comunicare l’impatto mutevole dell’uomo e la condizione effimera della Natura, ma anche l’interazione di due mondi che si creano e si distruggono in un ciclo continuo.
Nel 2022 vince il Premio Nocivelli nella sezione scultura e partecipa alla mostra dei finalisti a Palazzo Martinengo a Brescia. Nel 2023 è tra i dieci finalisti del concorso internazionale SMACH art biennale con un’opera site specific in Val Badia, e selezionata per la masterclass Teorie dei climi di MUSE nell’ambito di We Are the Flood.