Descrizione Opera / Biografia
Vorrei che questa opera potesse rappresentare tutto ciò che abbiamo passato negli anni bui della ormai ”quasi lontana” pandemia. Alle molte pesanti conseguenze di quel drammatico evento, possiamo sicuramente aggiungere il danno ambientale provocato dall’eccessiva produzione di mascherine, guanti monouso e di molti altri presidi di protezione spesso smaltiti in maniera scorretta.
Quando, durante il lockdown, vedevo distese di guanti in polietilene che ricoprivano i marciapiedi (soprattutto in prossimità dei supermercati) e le mascherine abbandonate nell’ambiente, non potevo fare a meno di domandarmi dove fossero finiti i buoni propositi e il desiderio di ritrovarsi in un mondo migliore che le nostre menti avevano verosimilmente accarezzato durante l’isolamento.
L’idea dunque di concepire il lavoro che propongo per Combat Prize 2024 è nata proprio in quel periodo e vuole dimostrare che qualsiasi nostro scarto può riacquistare una nuova vita e, come in questo caso, diventare addirittura un’opera dal forte impatto visivo e concettuale. Per realizzarla ho impiegato molto tempo perché, come si vede, è costituita da decine di piccoli pezzi di mascherina FFP2 appartenute alle persone a me più care: un modo per coinvolgerle in questo progetto ed ”appropriarmi” di un qualcosa di personale, quasi intimo, a loro appartenuto.
PAOLA BOLLETTI | BIO
“Una grafica prestata al giornalismo” così ama definirsi Paola Bolletti, giornalista fiorentina con un lungo passato nella grafica.
Si forma professionalmente alla fine degli anni ’80 poi fonda e gestisce fino al 2003 lo studio creativo Arkigrafik con cui firma campagne pubblicitarie, realizza innumerevoli lavori e segue set fotografici.
Nel corso degli anni Paola si trova dunque a vivere il radicale cambiamento di questa professione attraverso il percorso evolutivo che passa dalla grafica tradizionale - fatta di pennini, ecoline, carta e tanta manualità - a quella digitale in cui il computer diventa il principale protagonista.
Parallelamente alla grafica la versatile artista coltiva anche la passione per la fotografia e nel 2010 amplia l’esperienza, nel campo della comunicazione, conseguendo la qualifica di giornalista pubblicista e fotoreporter. Negli anni più recenti, oltre a collaborare con diverse testate giornalistiche fiorentine, cura e promuove l’immagine di alcuni artisti, gallerie, mostre ed eventi legati all’arte contemporanea della sua città.
La passione per la grafica tuttavia è sempre molto forte e la accompagna alternandosi alle proprie esperienze sia professionali che di vita privata.
Da qualche anno Paola Bolletti si esprime con un nuovo linguaggio in cui i suoi pensieri si presentano non più sotto forma di messaggio grafico o di testo, ma come ”pensieri incorniciati”. Le sue opere, presentate in esposizioni personali, mostre collettive, affisse in luoghi pubblici, battute all’asta per contribuire alla raccolta fondi in vari abiti o rese note virtualmente attraverso i comuni social network, sono realizzate con materiali - spesso di recupero - di vario genere come legno, spugna, fil di ferro, in cui soggetti dal valore simbolico si integrano a parole o frasi, creando una felice combinazione visiva e concettuale che stimola l’osservatore e lo invita a riflettere, spesso con ironia, su argomenti della nostra contemporaneità.
In questo ultimo periodo il suo lavoro si è focalizzato su temi legati alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto verso gli animali in cui il messaggio si è fatto vera e propria denuncia.
ESPOSIZIONI: dopo aver esposto alla Coronary Art Gallery di Roma nel 2018, allestisce una personale alla fine dello stesso anno al Teatro della Pergola di Firenze; nel periodo gennaio/febbraio 2019 è al Duse di Bologna per l’Art City White Night di ARTEFIERA; a giugno porta i suoi lavori a Mantova nell’ambito della Notte Bianca dell’Arte di Lunetta; a luglio è a Bolgheri con la personale “messaggi”; a ottobre viene selezionata per il Premio Fiora – International Art Prize. Il 2020 è iniziato con una personale presso la galleria The Arts Inn di Firenze; il mese di luglio con la mostra “guantomare” (un mare di guanti) per Metroquadro – Arte in Pescheria, richiama l’attenzione sul problema della plastica in mare. Nello stesso anno partecipa al “Premio Arte 2020” per Cairo Editore e Exibart; partecipa a svariate selezioni di Cortona on the Move, a quelle di Eneganart e a tre di Combat Prize. Sempre nel 2021 riscuote un notevole successo con la sua opera “Urla la vita” per Fuoriluogo evento a favore di File. Attualmente le opere di Paola Bolletti sono esposte permanentemente presso spazi espositivi pubblici e privati della sua città.