Descrizione Opera / Biografia
Georges Bataille, personalità considerata fuori dal comune nei nostri giorni e in quelli della sua contemporaneità, teorizza il concetto di “antropomorfismo lacerato”, nome del nostro dittico.
Elaborare e reinterpretare il pensiero di Bataille conduce inevitabilmente all’osservazione di quelle che sono considerate condizioni scomode ed estreme oggi spesso tralasciate o, addirittura, utilizzate come capro espiatorio con un fine di strumentalizzazione sociale profondamente oppressiva nei confronti dell’Individuo.
L’argomento sollevato è particolarmente caro a noi Prompt Dsgn; non è infatti presente unicamente nell’opera candidata, bensì in un contesto molto più personale ed esteso come quello del nostro manifesto “Teoria del Dissacrare, ovvero teoria del Sentire”.
L’opera “Antropomorfismo lacerato” narra in sé la storia di una creazione ritenuta patologica, una storia di esperienze in cui le accuse di follia, pornografia, superficialità sono state anteposte alla storia di noi creatori: il corpo raffigurato è di una delle due persone che dà vita al progetto artistico; il titolo è un’analogia della condizione esistenziale ed esperienziale sentita da entrambi i componenti; il risultato verte alla creazione di un nostro ideologico autoritratto di ferite e ricerche condivise.
Il manifesto muove una riflessione, quindi un’inevitabile critica, nei confronti della condizione dell’Individuo sensibile all’interno di una collettività anestetizzata e nei confronti dei dogmi oppressivi della società che martirizzano la categoria dell’individuo fino alla totale depersonalizzazione e perdita della più profonda interiorità.
Nella contemporaneità che si vive, la salute, in particolare quella mentale, è – tra gli altri – un dogma affermato, diffuso, tramandato ad un punto tale da acquisire accezione assolutamente opposta e negativa rispetto all’intenzione positiva iniziale della preservazione a fin di bene.
Noi PromptDsgn creiamo così la “Teoria del Dissacrare, ovvero la teoria del Sentire”, profondamente vicini al concetto leopardiano di compassione che per noi si identifica in un profondo sentire, in una lacerante osservazione dell’abisso opposta allo scivolare su una superficialità che non può che sfociare nella creazione di stigma, taboo e censure: il Sentire, questo fiore nel fianco che ci farà morire avendo vissuto e percepito miliardi di vite collettive di profonda passione: quelle di Bataille, Kafka, Rilke, Van Gogh, Munch, Pessoa...
”Talvolta l’ingenua purezza dell’umanita si manifesta con sguardi persi nel vuoto, nel candore dell’incanto, come un gesto folle. Quest’ultimo appare anormale quanto patologico, malato pertanto insulso e deviato da ogni contesto conforme al canone mediocre della persona media, del pensiero medio. Noi siamo insulsi inutili pazzoidi ipnotizzati dalla naturale manifestazione di un luccichio di lucciole intermittenti, entusiasti come bimbi emozionati dalla scoperta, rattristati dall’inevitabile presa di coscienza investita da parte dei genitori, mentori venuti a sminuire ciò che è ovvio, a declassare ciò che è scontato perché avviene da sempre, immutabile perché appartiene alla natura delle cose, intrinseco alla realtà delle condizioni assolute, verità indiscutibili, indiscutibilmente definite e giuste. Noi siamo stupidamente fieri di essere esseri inferiori agli occhi dei forti e dei dispensatori di giustizia e di morale”.