Artwork description / Biography
In quest’opera pittorica, ho voluto rappresentare una dicotomia visiva e tematica che contrappone un esterno appena visibile, situato in alto a sinistra, e il mio mondo interiore dominato da paure e angosce. L’esterno, quasi nascosto, posto come semplice dettaglio, rappresenta una realtà lontana, che sembra inaccessibile e vaga. Questa parte del quadro, sebbene minima, suggerisce una vita oltre la finestra, forse serena e normale, ma che per me rimane sfuggente e indefinita la maggior parte delle volte.
In netto contrasto, il resto della composizione è dominato da un ambiente interno oscuro e opprimente. Ho voluto esplorare l’insonnia e le paure paralizzanti al risveglio attraverso la mia figura tormentata, spaventata, sospesa tra la ricerca di una lucidità e l’inevitabile incubo notturno.
La scelta di non sentire e di non dormire è evidente nella rigidità dei miei lineamenti. Mi sono dipinta immobilizzata da una paura che diventa fisica, tangibile. Questa scelta di isolamento emotivo e sensoriale è la mia difesa contro un mondo esterno che appare minaccioso in quanto incomprensibile. Il mio volto sembra quasi non umano, trasformato in un essere spettrale che tentanti invano di rinunciare alla propria umanità per evitare ulteriori sofferenze.
Attraverso questo autoritratto, non ho voluto solo rappresentare me stesso visivamente, ma esplorare anche il mio stato psicologico, influenzato dal disturbo bipolare e da una vita al limite, fatta di acuti e bassi profondi. L’atto di non dormire e di non sentire diventa un meccanismo di sopravvivenza, una prigione autoimposta per sfuggire a un mondo interno che non mi offre sicurezza. I periodi di insonnia e paura riflettono le fasi del mio disturbo, dove l’angoscia e l’isolamento diventano predominanti. Quest’opera, quindi, è un’intima esplorazione della mia psiche, dove il volto dipinto riflette un’anima tormentata e in cerca di riparo, oscillante tra estremi di emozioni imposte dalla mia condizione.