Descrizione Opera / Biografia
AB OVA
Cinquantadue autoritratti variamente dipinti, su cinquantadue uova da rammendo, sotto cinquantadue campane di vetro, riflessi su cinquantadue specchi abitano sospesi la serra in disuso nel giardino di Palazzo Vertemate Franchi a Piuro.
Un’opera che risale al 2012 e che negli anni si è trasformata, adeguata a diversi ambienti, chiamandosi “Tavolo sperimentale” e poi “Armadio sperimentale”.
La serra è spazio d’incubazione, germinazione, nascita e morte, dove si possono osservare i cicli vitali.
Questa la mèta.
A partire dal grande alloro nei pressi della peschiera, schiudersi e spiumacciare. Tentare il volo, precipitare. Percorrere il viale del giardino e poi, passando per uno schiaffo alla fontana con la statua - copia de il ”Ratto di Proserpina” del Bernini, approdare agli alberi da frutto e in una crepa trovare una chiave; l’accesso alla porta della serra.
Per svestire il nero, dismettere le penne antiche, ciò che è passato.
Sgusciare da un respiro, uscire e dialogare con una presenza verde, similmente rami e arti, gelatina vibrante. In fondo, atterrare e rinascere.
______________________________________________________________
Silvia Del Grosso è nata a Chiavenna nel 1978, vive e lavora tra la Val Bregaglia e Pantelleria.
Si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “A. Galli” di Como.
Il tema fondante è la ricerca dell’identità, indagata attraverso le categorie di tempo, ripetizione, memoria, origine e presenza.
Del 2001 è la sua prima personale presso l’Antico Ospitale di Piuro, alla quale faranno seguito negli anni mostre collettive e personali, in Italia e all’estero.
Nel 2012 entra a far parte del gruppo WAS IST DAS, che si origina a partire dal comune territorio della Valchiavenna, con l’intento di creare momenti di progettazione culturale condivisa.
Nel 2014 ha inizio IN CASE OF LOSS, performance installativa itinerante, che nel corso di quattro anni ha abitato spazi diversi , partendo da Chiavenna (Palazzo Salis/2014), per approdare a Milano (Assab One/2015 ), Schio (The living Art/2016) per poi tornare a Chiavenna (Deposito del vento/2017).
Grazie a IN CASE OF LOSS sviluppa collaborazioni con: Francesca Amato Arragon, Ruggero Mantovani, Alessandra Piolotto, Stefania Nano, Simona Sanvito, Fabio Bonelli, Francesca Giomo, Damiano Fina e Sara Meliti.
Nel 2016 incontra Claude Coldy e la Danza Sensibile e torna al disegno con una rinnovata ritualità, vivendolo come atto generativo di connessione e stupore, creando ”Indicatori di Movimento”, immagini – apparizioni – tracce evidenti di un effimero stato presente.
Nel 2017 frequenta il laboratorio intensivo di co-creazione presso Palazzo Mora/Venezia, organizzato da VIPAW (Venice International Performance Art Week) e VESTANDPAGE, con il tutoraggio di Marianna Andrigo e Aldo Aliprandi.
Dopo questa esperienza mette in campo il progetto di artivismo collettivo di matrice antispecista VOI SIETE QUI | YOU ARE HERE, che dal 2018, per tre anni consecutivi, attraversa la Valchiavenna con un cammino di portavoce.
Documentano le performance i fotografi Sara Meliti (ed.2018/2019) e Renato Gerussi (ed.2020).
Nel 2019 presenta VOI SIETE QUI|YOU ARE HERE a Padova, su invito della curatrice Giovanna Maroccolo, presso lo spazio FUSION ART CENTER nell’ambito della rassegna THE ARTIVIST.
Sempre nel 2019 inizia a lavorare con la fotografa Sara Meliti al progetto NASCìU, innestando il proprio corpo nudo nella terra di Pantelleria, e arrivando a concludere il ciclo nel 2022 con degli scatti presi nella natura della Val Bregaglia, luogo dove è cresciuta.
Tesse sinergie con i performers Alex Sala (Free the voice free/2020) e Alfredo Meschi (In the blink of an eye/2022, con Massimo Giovannini), che ospita da SEMI, lo spazio/studio che ha aperto nel 2020 nella città di Chiavenna, dove crea ed espone le proprie opere avvicendandole con quelle di altri colleghi artisti e ospitando azioni performative, concerti e presentazioni.
Nel 2021 partecipa alla performance LOGOUT al Teatro Binario 7 di Monza, di e con Alex Sala, Elisa Cella e Antonella Gerbi.
E’ del 2022 la performance ideata da Brigitta Rossetti SACCHETTO DI CARTA, alla quale lavora insieme ad Alex Sala, con video a cura di Diego Alto, poi presentata da Spazioplurale.
Dal 2022 crea una rete virtuosa con i musicisti Marco Belcastro, Alex De Simoni e Paolo Novellino, proponendo laboratori sonori legati all’ascolto.
Mette a punto e propone un personale metodo pedagogico di accompagnamento alla scoperta del proprio segno espressivo, attraverso l’esperienza di tecniche e materiali.
Ricerca in ambito somatico, seguendo seminari di Danza Sensibile con il maestro Claude Coldy e poi con Kea Tonetti, Roberta Claren, Intis Binelli e Marta Lucchini; stage di Volo Danzato con Hervé Diasnas e Valerie Lamielle.
Ha intrapreso nel 2022 la formazione triennale Rhizoma/Le pratiche dell’ascolto con la danzatrice, coreografa e ricercatrice Cinzia Delorenzi.