ARTWORK IN CONTEST | Section Painting

 | Stalking-senza tregua, 2019

Stalking-senza tregua, 2019
acrilico, tela
120 x140 + 40 x140

T_TREZZI

born in MAGENTA (MI)
work/study place: SEVESO, ITALIA


in contest since May 31, 2024

https://burnin-gallery.at>tiziana-trezz


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Artwork description / Biography


Non passa giorno che dalle pagine di cronaca e in televisione si viene a conoscenza di violenze subite dalle donne.
Una donna non dovrebbe mai difendersi da chi ama.
Questo quadro come tutte le mie opere nasce da un’esigenza interiore, in questo caso, di denunciare, di captare, di narrare vergognosi pezzi di realtà per buttarli in faccia all’osservatore, per coinvolgerlo. L’opera descrive un fatto, la mia indicazione è data dal titolo. L’intenzione come sempre è di porgere domande. La risposta finale la lascio all’interpretazione di ciascuno e può avere risposte diverse a seconda dello stato d’animo e della sensibilità di ciascuno di noi.
L’opera è costituita da due tele. La seconda deve essere posizionata ad un centimetro di distanza dalla prima, è parte integrante dell’ultima scena del quadro e crea una spaccatura concreta della realtà rappresentata.
Osservata nel suo complesso l’opera è divisa in tre parti come una sorta di fotogrammi cinematografici, la lettura avviene da sinistra verso destra.
Una donna sta fuggendo dopo l’ennesima violenza subita. La vittima è preoccupata, all’armata, dalle persecuzioni a cui è stata oggetto fino ad ora. Lo sguardo è rivolto indietro, la paura di essere seguita e riacciuffata la terrorizzano. Un rivolo di sangue le esce dalle labbra, una sorta di lunga linea di forza che tende a sottolineare la fuga da una situazione diventata ormai insostenibile. La vittima è una donna molto abbiente (la violenza non ha ceti sociali) e lo si deduce dal collier di diamanti che porta al collo. La collana, ha la foggia di un guinzaglio e ciò indica la condizione fisica di prigioniera e di donna oggetto.
Ciò si legge anche nel riquadro adiacente (il 2°), dove il suo mondo interiore è rappresentato con dei simboli: la testata del letto che s’intravede alle spalle è il suo desiderio di fuga, ma è il muro l’angolo cieco della mente che l’ha attanaglia verso una realtà dove la perdita di autostima, la mancanza di fiducia nel rapporto, il sentirsi abbandonata, la consapevolezza di aver perso il controllo della propria vita, le impediscono di vedere il giardino che sta aldilà del muro.
Il 3° spazio (che comprende anche la tela a fianco) rappresenta la sua realtà quotidiana, la casa, teatro di grave sofferenza.
Lo spazio si stacca dal resto dell’opera, è la lacerazione, la profonda ferita inferta al suo sogno d’amore, è la volontà ultima di dare un taglio al passato.
E’ a questo punto che lo spazio si spacca e si stacca dal resto dell’opera, perché una profonda ferita è stata inferta.
Occorre dar vita all’ultima volontà della protagonista: dare un taglio al passato per riappropriarsi della propria vita.
BIOGRAFIA
TIZIANA TREZZI nasce a Magenta (MI) nel 1955. Terminato
il Liceo Artistico, frequenta a Milano l’Accademia di
Belle Arti di Brera. Il suo docente di pittura è Domenico
Purificato mentre Pietro Diana l’avvia ai segreti
dell’incisione.
Nella primavera del 1972 conosce il grande astrattista Luigi
Veronesi e diventa sua allieva, frequenta per quattro anni il
suo corso di cromatologia dal quale apprende la sensibilità
cromatica e l’equilibrio delle forme. Nel 1977 si diploma col
massimo dei voti. Nell’autunno dello stesso anno, segnalata
dai suoi docenti come una delle allieve più promettenti del
corso le viene allestita la sua prima personale alla Galleria
Labus di Brescia.
Dopo questa sua prima esposizione che segue il suo
esordio, allestisce numerose personali in provincia di
Milano e a Milano presso il Museo della Scienza della
Tecnica, alla Galleria Tesio, alla Galleria Arte Spiga e allo
Studio Urso, alla Petrofil Gallery ex Rizzoli Arte.
Dal 1982 inizia la sua collaborazione con la Galleria Arte
Spiga, di Via della Spiga, Milano.
Nel 1983 viene selezionata per partecipare alla 3° Biennale
d’Arte città di La Spezia curata da Carlo Occhipinti allora
direttore del “Museo delle arti” di Palazzo Bandera a Busto
Arsizio (VA) e ora della “Fondazione Art Museo” di Villa
Ponti ad Arona (NO) e viene segnalata tra i quattro giovani
più promettenti. Successivamente, grazie alla gallerista
milanese, le sue opere sono presenti nelle prestigiose
Fiere d’Arte di Bologna, Bari, Basilea, Gent e New York. Di
pari passo lavora come grafico pubblicitario per alcune
importanti aziende.
Durante una delle sue personali, le sue opere iniziano a far
parte di importanti collezioni private, come quella dell’ex
gallerista e mercante F. Schettini di Milano, che conosce in
una di quelle occasioni e vede in lei un talento.
Nel 1989 in seguito ad un grave lutto, chiude la galleria Arte
Spiga e l’artista si ritrova sola alla ricerca di un mecenate.
Nel 2000 per motivi familiari si trova costretta ad
abbandonare l’attività e avendo acquisito l’abilitazione in
Ed. Artistica, si dedica prevalentemente all’insegnamento.
Nel 2003 da sempre affascinata dalla psicologia e
dall’inconscio, acquisisce con il massimo dei voti la
specializzazione polivalente e diventa insegnante
specializzato per alunni disabili.
Dal 2007 al 2009 si ammala di una grave malattia che supera
brillantemente. È durante questo periodo che esplode in
modo preponderante la necessità peraltro mai assopita,
di ritornare all’unica attività, la pittura, verso la quale fin da
bambina si è sempre sentita destinata. Frequenta un corso di
Arte Terapia e riprende a dipingere. Conosce alla fiera d’Arte
di Forlì il critico Francesco Gallo, docente dell’Accademia di
Belle Arti di Roma e direttore artistico di quella fiera, che la
sprona dandole l’opportunità di riprendere l’attività artistica.
Dal 2010 espone in importanti manifestazioni, i suoi quadri
sono nuovamente esposti nelle prestigiose Fiere d’Arte di
Padova, Bergamo, Reggio Emilia, Parma, AAF di Milano, Asia
Contemporary Art di Hong Kong e Art Eingang Kunstmesse
di Salisburgo.
Nel 2017 viene invitata ad allestire una sua personale presso
il MUSEO “Venanzio Crocetti” di Roma.