OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Sogniamo come viviamo, soli

Sogniamo come viviamo, soli
tecnica mista collage acrilici, olio, penne, matite, vinavil, materia verde modellabile, tela
100x80

Alessandro Botti

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Assago, ITALIA


iscritto/a dal 17 apr 2025

https://alessandrobotti.jimdofree.com


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Sogniamo come viviamo, soli


Descrizione Opera / Biografia


Il mio lavoro sogniamo come viviamo, soli sonda l’inconscio.
Sognare di trovarsi soli e spaesati rispecchia una situazione che spesso vivete anche nella vita quotidiana.
La solitudine nei sogni rispecchia sentimenti di isolamento o di esclusione nella vita reale. Questo tipo di sogno potrebbe emergere in periodi in cui ci si sente lasciati indietro o dimenticati dagli altri, oppure quando si sta attraversando un periodo di introspezione e si sente il bisogno di distaccarsi dalla realtà circostante per riflettere, per cercare spazio per sviluppare la propria individualità o per dedicarsi a interessi personali lontano dalle distrazioni del quotidiano.
Alessandro Botti è nato a Milano nel 1970. Nei primi anni novanta ha frequentato la Scuola di Grafica pubblicitaria presso l’istituto professionale Dardi di Milano e successivamente ha conseguito il Diploma di Illustrazione e Fumetto all’Istituto d’Arte applicato all’industria del Castello Sforzesco a Milano. Nel frattempo, collabora per conto della Master Edizioni presso lo studio di grafica 3ntini per fumetti e illustrazioni per le riviste Comics Skate, Stickers Skate, Ultrà. Dal 1996 al 1998, per conto dell’editore, 3ntini collabora con elaborati fumetti e illustrazioni per la rivista Idea Tattoo.
Dagli anni 2000 cambia la prospettiva del suo lavoro creando dipinti. Le sue opere sono influenzate dal mix di fumetti e film fantasy degli anni Ottanta e Novanta (Star Wars, Alien, Blade runner) e la passione per l’arte informale (alcuni pittori che ammira con passione sono - Emilio Scanavino - Alberto Burri - Pinot Gallizio). I suoi lavori sono una commistione tra il figurativo surreale con rimandi alle sue  passioni per la fantascienza e alla pittura informale. Tale pittura è una concezione ribelle dell’arte a cui sente di essere vicino. L’informale rifiuta la forma per intervenire direttamente nella materia con un segno espressivo ed entra in gioco perciò la materia. Questo è il concetto fondamentale dell’arte Informale. Al tempo stesso però il figurativo surreale che utilizza, è lo sfogo della sua parte più cosciente che esce dai suoi quadri per urlare al mondo. Da questa unione, i dipinti vengono creati con tecniche miste varie caratterizzate da pennellate e strati sovrapposti, utilizzando vari materiali come colori ad olio, acrilici, matite. Inserti in plastica creati con il Vinavil vengono usati per tessere la superficie dell’immagine e renderla in rilievo e pulsante. A volte piccole sculture di figure emergono dalla tela, animando la composizione. Un’importante parte del quadro è composto da una serie di collage di disegni stratificati effettuati con penne ad inchiostro, creature e agglomerati di una matrice fantascientifica, assemblati per ricreare mondi onirici con segni e metodi nel caos interiore e universale a cui attinge per le sue creazioni.