ARTWORK IN CONTEST | Section Sculpture/Installation

 | baciaquesto

baciaquesto
polimaterico, legno, lattice, colori acrilici
50x50x5 cm per numero 4 pezzi

Antonio Pallotta

born in Isernia
work/study place: Isernia, ITALIA


in contest since Apr 30, 2025

http://antonio.pallotta.com


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Artwork description / Biography


Antonio Pallotta è nato a Isernia 15 luglio nel 1981 dove vive e lavora. Ha conseguito la laurea in Architettura presso la Facoltà di Pescara nel 2008. Architetto e artista si occupa anche di poesia e di filosofia.
Dal 15 gennaio 2013 è il presidente dell’associazione SM’ART - l’arte sm! con la quale, in veste di direttore artistico, organizza il P.A.C.I. Premio Auditorium Città di Isernia ed altri eventi artistici. Si avvicina all’arte con delle opere che rievocano la temperie culturale del cyberpunk e le teorie di Donna Haraway. Abbandonata quella ricerca dal 2012, si dedica all’“interarting”, richiamandosi all’eventualismo, alle avanguardie artistiche dell’arte programmata, alle esperienze di Piero Manzoni, di Gianni Colombo e del gruppo T. Della sua ricerca fanno parte anche i tentativi di approfondimento degli apparati e dei retroterra teorico-filosofici. Da luglio a dicembre 2017 ha partecipato al master di perfezionamento di trecento ore per artisti under 35: “Proforma–dalla Forma al Mercato”, tenutosi a Campobasso presso l’università del Molise, aula Aratro. Nel 2020 è risultato fra i 100 finalisti con la pubblicazione dell’opera candidata sulla rivista ARTE n° 576 agosto 2021. Nel 2023 è tra i quaranta finalisti del Premio Arte Cairo con la pubblicazione dell’opera sulla rivista ARTE n° 601 settembre 2023 e partecipa alla mostra allestita presso il Museo della Permanente di Milano; l’opera è stata pubblicata sul Catalogo dell’Arte Moderna n° 58. È presente al MAAM di Roma, al Museo del Presente di Rende (CS), alla Tavola di Migliandolo di Asti, al Museo del Mar Castillo Fortaleza di Santapaola, Alicante, Spagna, all’Auditorium Unità d’Italia di Isernia, all’Archivio digitale della Galleria d’Arte Moderna, al Museo Archeologico F. Ribezzo di Brindisi, alla Fondazione Franco Summa, alla Gea Medica Istituto Europeo di Riabilitazione di Isernia. In occasione della visita a Cittadellarte ha lasciato una sua opera in forma di donazione spontanea al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Nel 2019 ha partecipato come artista in residenza al MACRO Asilo. Si sono interessati alla sua ricerca: Gioia Cativa, Tommaso Evangelista, Paolo Meneghetti, Ferdinando Creta, Massimo Pasqualone, Maurizio Vitiello, Enzo Le Pera, Daniela Madonna, Giorgio Berchicci, Giorgio Grasso, Lorenzo Canova, Piernicola Maria di Iorio, Salvatore Parlagreco, Carmen D’Antonino, Silvia Valente, Brizia Minerva, Antonio Marrazza, Giuliana Schiavone, Fabio Benincasa, Marialuisa de Santis Dal 2021 al 2023 ha collabora in modo sistematico come co-direttore artistico e supporto tecnico con la galleria d’arte Spazio Arte Petrecca di Isernia. Nel 2023 la sua ricerca artistica e filosofica è stata per la prima volta inserita in una tesi di laura in Metodologie e tecniche della comunicazione - presso l’accademia di belle arti di Napoli; titolo della tesi: “Gli spazi del silenzio. La crisi delle città e dell’individuo nella società moderna”. È ideatore e Direttore Artistico di Terracielo - Museo a Cielo Aperto di Macchia d’Isernia (IS), inaugurato, nel mese di novembre 2023, con l’installazione di un Terzo Paradiso, ispirato al lavoro di Michelangelo Pistoletto.
L’opera ”baciaquesto” sappartiene alla serie “interarting”. Il gioco e interazione sono le parole chiave che identificano e caratterizzano questa mia ricerca; si tratta di oggetti a metà fra la scultura e il design - aspetto quest’ultimo che tradisce anche la mia formazione di architetto - e che presuppongono tutte il coinvolgimento diretto dello spettatore che è chiamato ad interagire fisicamente con l’opera d’arte. Questo tipo di interazione giocosa è ciò che appunto informa tutta la mia ricerca ed è interamente rivolta alla riscoperta della fisicità, del nostro corpo, ad un tipo di fruizione della realtà libera dalle sovrastrutture del pensiero, a volte troppo rigide e precondizionate. Come quando il bambino gioca senza preoccuparsi troppo di quello che sta facendo. Oltretutto dovrebbe servire, almeno nelle intenzioni, ad accorciare le distanze, simbolicamente, fra noi e l’altro, a non aver paura della diversità anzi, a riconoscerla come ricchezza promotrice di vita. Certamente questo riavvicinamento non avviene per mezzo della tecnologia da social media, ma attraverso un rapporto molto più analogico, anche di azzeramento di quel tabù classico per il quale è “vietato toccare” le opere d’arte. In questo lavoro, allo spettare, si chiede addiritturla di baciare l’opera.
Si tratta di quattro pannelli a fondo bianco con al centro una riproduzione di labbra in lattice, colorate nei quattro colori rosso-giallo-verde-blu, anch’essi ricorrenti nella mia ricerca. Li chiamo colori grammaticali, poichè nel tempo ho sperimentato che essi sono di grande supporto alla logica dell’interazione nel senso che in qualche misura la provocano, la richiedono, poichè appaiono come colori ludici.