OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | The Secret Garden

The Secret Garden
tecnica mista: olio, acrilico, pastello d’olio, pastello di gesso, sulla tela
60*60 cm

Bahar H

nato/a a Teheran
residenza di lavoro/studio: Torino, IRAN


iscritto/a dal 30 apr 2025

http://www.baharheidarzade.com


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Descrizione Opera / Biografia


” The Secret Garden”
Il giardino segreto, un luogo di libertà e fantasia, è anche un rifugio dalla realtà. La bambina che danza con la fantasia, crea un mondo di possibilità infinite, ma allo stesso tempo, si allontana dalla concretezza del mondo esterno. Il giardino segreto diventa un simbolo della tensione tra la libertà dell’immaginazione e la struttura della realtà.
La rappresentazione del giardino segreto e della bambina potrebbe essere vista come una metafora della condizione umana, dove la fantasia e la creatività sono fondamentali per la sopravvivenza e la crescita, ma anche come un rifugio dalle difficoltà e dalle responsabilità del mondo esterno.
BIO
Bahar Heidarzade nasce a Teheran nel 1981, pochi anni dopo la Rivoluzione che impone al popolo iraniano il passaggio dalla monarchia alla Repubblica islamica sciita. Di carattere introverso e taciturno, sin da piccola preferisce esprimere i propri sentimenti e sensazioni attraverso l’arte, la pittura e il disegno, cosa che continua a fare tutt’oggi.
Già adolescente, sogna la fuga da quel Paese che impone un ruolo limitato soprattutto della figura femminile e ne limita la libertà di espressione, ma non le è permesso andarsene. Si iscrive così all’Università frequentando un corso di studi d’Arte, senza poter mai realmente esprimere la propria creatività e adeguando la produzione ai dictat del governo attraverso una pittura prettamente figurativa.
Nel tentativo di esprimere le proprie idee e rivendicare la perduta identità femminile delle donne iraniane, viene più volte arrestata anche solo per il suo modo di vestire, truccarsi o indossare l’hijab lontano dalle convenzioni.
Nel 2013 si trasferisce a Torino: la scelta ricade su questa città non troppo caotica e vicina a quelle montagne che tanto le ricordano la sua infanzia. Frequenta l’Accademia Albertina con indirizzo pittura prima e scultura poi per ampliare le sue conoscenze dei diversi linguaggi espressivi: è nella città sabauda che inizia a ideare e realizzare, oltre a tele, anche performances e installazioni che trova particolarmente idonee per la condivisione del suo impegno politico.