OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Be my knife. Iris. Reciṡi, 2025

Be my knife. Iris. Reciṡi, 2025
pittura e foto d’epoca, carta su vassoio di legno
38x26x5,5

Barbara Stefani

nato/a a Trieste
residenza di lavoro/studio: Trieste, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2025

http://barbara-stefani.tumblr.com


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Altre opere

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24x24x3/5 cad

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pittura e foto d’epoca, carta su supporto di legno
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 | Reciṡi. Uomo che spara. Papavero, 2019

Reciṡi. Uomo che spara. Papavero, 2019
pittura e foto d’epoca, carta su supporto di legno
24x24x3/5 cad

Descrizione Opera / Biografia


“Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso” scriveva Kafka nel 1920. “Che tu sia per me il coltello” riprende David Grossman nel titolo del suo romanzo epistolare del 1998.
La mano di lui su quella di lei che impugnano il coltello durante il taglio della torta. Le iris blu del Dürer rievocate in tinta monocroma su fondo giallo zafferano.
Una foto d’epoca anonima in dialogo con il dettaglio di un fiore reciso nell’opera d’un maestro del ’500.
Pensando al femminicidio penso al delitto d’una donna con la quale un uomo era, quasi sempre, in una proiezione di tipo affettivo. Ogni investimento sull’altro basato sulla credenza della fusionalità e il possesso, quando si scontri con l’alterità e il rispetto relazionale, teme la fuga di violenza, in parole o atti. Un taglio che annulla l’oggetto della - morbosa - attenzione. Reciso.
E da quella “ferita” sono ripartita. Da quel coltello metaforico ho ricostruito provocatoriamente il due. Perché è lo stesso del taglio della torta, di quel rito che, all’interno della cerimonia del matrimonio, suggella il momento della condivisione del dolce nunziale tra la coppia, gli ospiti, il resto del mondo.
Strumento di distinzione e moltiplicazione. Di scavo autentico. Nel reciproco sostegno.
Be my knife, è stato realizzato per le Iris di Trebecco, associazione fondata da Cristina Mostosi curatrice dell’omonimo giardino di interesse botanico a Credaro (BG), che associa la simbologia di bellezza, coraggio, speranza, libertà di questa specie floreale alla promozione di progetti di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere.
L’opera prosegue la serie Recisi, presentata nel 2019 per il Cavò di Trieste, allora costituita da otto dittici, in cui l’identità recisa di anonimi ritratti fotografici dialogava con la traduzione pittorica di altrettanti fiori recisi di Katsushika Hokusai, in una vera e propria corrispondenza d’anima.
BIO
Barbara Stefani nasce a Trieste (1972), dove vive e lavora. Dopo la laurea in Economia si è formata presso il Laboratorio Cervi Kervischer, studiando pittura, anatomia dal vero e storia dell’arte. Dal 2003 ha partecipato all’attività del Gruppo78 I.C.A. e iniziato ad esporre.